BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ L’attivista Attar: le bugie di Assad su palestinesi e soldati uccisi

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Bashar Al Assad (Foto: IMAGOECONOMICA)  Bashar Al Assad (Foto: IMAGOECONOMICA)

I casi di defezioni sono sempre più numerosi. Lunedì Al Jazeera ha intervistato un tenente che ha dichiarato di essersi ribellato al regime. A Jisr al-Shughour 90 militari si sarebbero rifiutati di eseguire l’ordine di uccidere dei civili, sollevandosi contro il loro comandante. Lo stesso è avvenuto a Daraa, dove il mio gruppo ha realizzato dei filmati, alcuni dei quali trasmessi anche da Al Jazeera, di in cui si vedono le forze di sicurezza che sparano ai soldati. L’aspetto interessante è che è tutto documentato dai video, abbiamo diversi militari che si sono fatti riprendere dalle telecamere, mostrando la loro carta d’identità e i loro gradi, e raccontando che il regime aveva ordinato loro di uccidere i manifestanti e che, per questo motivo, avevano deciso di disertare.

Il regime però è ancora saldamente al potere. Come pensate di farlo cadere?

I giovani che vivono in Siria e noi siriani all’estero siamo pronti a liberare il nostro Paese in modo pacifico. Finora sono morti 1.300 manifestanti, ma noi siamo pronti a seppellire 100mila dei nostri pur di conquistare la libertà. Continueremo quindi a organizzare manifestazioni, perché questa è la strada che abbiamo intrapreso di nostra spontanea iniziativa. Senza commettere violenze, ma bloccando l’intero Paese fino a che Assad cadrà. Abbiamo fermato l’economia, prima o poi il regime non avrà più il denaro per pagare le forze di sicurezza e queste lo abbandoneranno. E’ una guerra di nervi tra la gente e il regime e alla fine vincerà chi sarà più paziente.

Che cosa ne pensa della posizione di Ue, Usa e Onu?

La posizione che noi siriani ammiriamo e apprezziamo di più in assoluto è quella dell’Unione Europea. Francia e Regno Unito hanno negato legittimità al regime siriano, imponendo sanzioni molto significative. Per noi le pressioni politiche della comunità internazionale sono fondamentali, e quindi dall’Europa ci aspettiamo che vada avanti. Per quanto riguarda gli Usa invece, hanno alternato dichiarazioni di condanna nei confronti di Assad a prese di posizione in cui si parlavano di concedergli un’altra chance. Queste dichiarazioni discordanti hanno creato una certa confusione. Dal’Onu invece ci aspettiamo una presa di posizione forte per proibire al regime di uccidere altri civili.

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.