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EGITTO/ Farouq: la nostra strategia per disinnescare i Fratelli musulmani

Durante gli scontri in piazza Tharir il 29 giugno (Ansa) Durante gli scontri in piazza Tharir il 29 giugno (Ansa)

Quello che però osservo, dall’interno della società egiziana, è che la gente sta insistendo tenacemente sulla necessità di cambiare ogni cosa, per avere un Egitto completamente democratico e liberale. Martedì si stavano quindi tenendo delle manifestazioni pacifiche, quando sono arrivate delle persone armate di coltelli che hanno scatenato un’enorme battaglia per le strade del Cairo. Durante la rivoluzione i manifestanti non sono mai ricorsi alla violenza contro la polizia, all’inizio offrivano persino dei fiori ai militari. E’ chiaro quindi che qualcun altro, che si trovava insieme ai manifestanti, ha scatenato le violenze che poi hanno coinvolto le altre persone.

Quali sfide attendono l’Egitto nelle prossime settimane?

Per l’8 luglio i partiti liberali hanno organizzato una marcia di un milione di persone per chiedere una nuova Costituzione prima delle elezioni politiche. E’ su questo punto infatti che è in corso il principale conflitto politico tra partiti liberali e islamisti in Egitto. I partiti liberali non hanno ancora avuto il tempo di organizzarsi per il voto, mentre i Fratelli musulmani da 80 anni hanno dei legami molto solidi con i cittadini di ogni area del Paese. Se quindi le elezioni si terranno in settembre, i gruppi islamisti conquisteranno la maggioranza e potrebbero scrivere una Costituzione contraria alla laicità dello Stato.

Ma secondo lei chi dovrebbe avere il compito di scrivere la Costituzione?

La nostra proposta è quella di eleggere cento rappresentanti cui spetterà un ruolo di Padri costituenti. La Costituzione non dovrà infatti essere imposta da una maggioranza, qualunque essa sia, ma dovrà essere scritta da tutti gli egiziani incluse le minoranze, in modo che ciascun cittadino possa sentirsi rappresentato. Sia i partiti liberali sia i Fratelli musulmani vogliono uno Stato laico, ma esistono ampie divergenze sul modo con cui si debba raggiungere questo obiettivo. Ciò che accomuna tutti i partiti comunque è la convinzione della necessità di purificare lo Stato da ciò che resta del regime di Mubarak, cioè da questa enorme classe corrotta presente ovunque. Ovviamente queste persone non hanno nessuna intenzione di rinunciare al loro potere, ed è questa la ragione per cui sono avvenuti gli scontri di questi giorni.

(Pietro Vernizzi)


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