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Esteri

IL CASO/ 2. Socci: Alberto e Giulio, la storia di una carità grande come il Sudan

La prefazione di Antonio Socci al libro di Alberto ReggioriLa prefazione di Antonio Socci al libro di Alberto Reggiori

Abbiamo chiesto, così come eravamo capaci, insieme a decine e centinaia di amici (ogni sera il rosario al Sacro Monte vedeva anche 200 persone salire come mendicanti per chiedere a Maria la sua pietà; fuori dalla rianimazione era una processione continua).

 Anche per noi sono diventati familiari i brani del vangelo in cui Cristo ci invita a pregare il Padre con insistenza, sperando contro ogni speranza: la vedova importuna, il cieco che grida “figlio di Dio abbi pietà di me”, l’amico che bussa di notte, il centurione che chiede la guarigione… tutti loro erano, anzi sono la nostra voce.

Abbiamo pregato e chiesto di giorno e di notte, letteralmente, senza smettere e devo dire che quel periodo della nostra vita è stato così importante perché il Signore ci ha toccato e la sua presenza ha lasciato il segno che non possiamo né vogliamo più toglierci di dosso. Ringrazio ogni giorno per quello che è successo, questa forse è la vera follia della croce.

Adesso Giulio, dopo due mesi di coma, sei operazioni, nove di carrozzina e una rieducazione che continua sino ad oggi ha recuperato tanto, quasi tutto ed è un miracolo la sua presenza per noi, la sua costante letizia, il suo affidarsi a noi ed agli amici, l’essere sempre sorpreso davanti alla vita, senza pretesa, (…).

A posteriori possiamo dire che forse era necessario passare attraverso questa misteriosa e potente purificazione. Comunque adesso in ballo ci siete voi, e la vostra bella e brava Caterina e noi vi siamo vicini, come se ci conoscessimo da sempre e vi rassicuriamo: non perdetevi d’animo e continuate a sostenervi a vicenda nel coraggio della Fede in Colui che non vi delude. Sperando di incontrarci, prima o poi.

Questa testimonianza mi confortò tantissimo, ma insieme mi incuriosì. Alcuni dettagli erano per me rivelatori di una persona fuori dal comune (come pure una persona eccezionale è sua moglie): sette figli, una tale fede e una tale forza da sostenere la durissima prova dell’incidente a Giulio e, mentre è ancora in corso tutto questo, lo spendere le proprie ferie in Sudan, una regione devastata da anni di guerre, a curare i più poveri e derelitti del mondo.


COMMENTI
17/07/2011 - i figli e il nostro amore per loro (paolo bortolotti)

leggo di voi, alberto e giulio, di socci, di caterina.... anche io sono un padre, guardo i miei figli, a volte, e penso se la loro vitalità un giorno gli venisse tolta?? quanto bene, quanti doni noi abbiamo e non capiamo, non amiamo mai abbastanza, forse riusciamo a fare un passo nell'ignoto, nel grande abbraccio paterno di nostro signore quando tutto questo ai nostri piccoli occhi viene tolto, forse solo in quel momento ci viene data la grazia di capire, di sentire, di amare veramente con affetto, una preghiera per tutto voi, così lontani, così vicini paolo