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LETTERA/ A volte non è così facile entrare a Gerusalemme...

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E questo “è l'inizio della parte lacrimogena e direi tragica della storia o compagni e rari amici”. Mi perdonerà Kubrick se rubo una frase del suo “Arancia Meccanica” e la riadatto per questo contesto, ma dopo averlo squadrato dalla testa ai piedi il poliziotto israeliano gli urla di togliersi pantoloni e maglietta, e Stefano - credendo di trovarsi di fronte alla normale routine di un sistema che vive con la costante paura di trovarsi attaccato da tutto e da tutti - esegue gli ordini. Rimane in mutande. L’agente comincia a urlargli in ebraico per metterlo a disagio, e convincerlo a costituirsi. Non avendo nulla da confessare, la perquisizione va ancora oltre quelli che dovevano essere normali controlli per garantire la sicurezza.

“Anche le mutande!” Gli urla questa volta in un inglese stentato. Evidentemente aveva la necessità di farsi capire. La faccia di Stefano cambia completamente. Non riesce a capire dove vuole arrivare. Le leggende che circolano da queste parti non gli fanno sperare nel meglio. Ma non perde la calma, soprattutto in una situazione dove il tutto può degenerare in un attimo. Cerca di richiamare il poliziotto alla ragione: “It's enough”, è abbastanza - gli dice - e dopo aver ancora ribadito di non aver droga con sé cerca di uscire. L'agente, che forse si è convinto o in qualche modo si è accorto di aver abbondantemente passato i limiti della legalità, lo lascia andare.

In un paese vittima di un conflitto senza spiragli di pace, può accadere che per eccesso di zelo le autorità possano fare a meno della dovuta cortesia. Ma qui ci troviamo di fronte ad un palese violazione dell'intimità della persona, che come in altri casi viene ignorata dalle autorità competenti. Siamo costretti a guardare passivamente a continue a storie di ordinaria follia che chiunque può vivere a Gerusalemme. Un copione simile per tutti, arabi o italiani. Perchè anche arrivare in tempo a timbrare il cartellino può diventare un'impresa, se qualcuno con un distintivo si è svegliato male alla mattina.


(Lettera firmata)

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