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IL CASO/ 1. Ecco quanto ci costa la "cacciata" di Eni dalla Libia

Pubblicazione:lunedì 18 luglio 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Quello della Libia è (era) perciò per Eni un portafoglio di relazioni e di importi economici di assoluto rispetto. Dopo l’annuncio del primo ministro la società finora ha taciuto, irreprensibile nella sua condotta e avvezza ai rischi della geopolitica. Le attività, del resto, erano già a rischio. Alla borsa di Milano in questi giorni il titolo ha avuto una flessione contenuta; dall’inizio dell’anno il valore ha perso poco più del 5%. La questione passa ora attraverso i Tribunali internazionali cui sicuramente rimandano i corposi contratti e le numerosissime clausole. Il gruppo di San Donato potrebbe porre qualche residua speranza anche negli accordi tramite la Nato. Si può presupporre che tutto ciò avvenga sia che Gheddafi resti, sia che esca di scena.

Qualche amara riflessione è legata alla facile previsione che chi se ne va dalle coste e dal deserto libico lascia il posto ad altri operatori energetici. La competizione internazionale della geopolitica coloniale è sempre intensa; che sia con i cugini transalpini o con gli emergenti cinesi (affamatissimi di energia e fortissimi finanziariamente), la questione è che il governo libico potrà ora fare affari con altri.  

Per le ricadute energetiche del nostro paese, come già assicurato ad inizio guerra dal capo azienda Scaroni, non ci saranno preoccupazioni sugli approvvigionamenti. Gas e petrolio arriveranno da altri zone del pianeta. La diversificazione delle fonti fossili per fortuna è assicurata da una storia di oltre mezzo secolo. Inevitabili tuttavia sono le ricadute sui prezzi dell’energia: inutile aggiungere commenti, parla per sé il prezzo del carburante con cui riforniamo i nostri veicoli.



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COMMENTI
18/07/2011 - BERLUSCONI AVEVA RAGIONE (Giovanni Cafarelli)

lA SINISTRA CHE FINO A IERI L'ALTRO SBEFFEGGIAVA LA LUNGIMIRANZA POLITICA DI BERLUSCONI PER LA SUA AMICIZIA CON GHEDDAFI, OGGI CI COSTRINGE A PAGARE LA BENZINA A UN PREZZO PIU' ALTO. GRAZIE NAPOLITANO E GRAZIE SINISTRA ASSERVITA AL MINIMO VOLERE DEL LORO GRANDE CAPO.BERLUSCONI AVEVA RAGIONE,MA I COMUNISTI ITALIANI PUR DI CONTRARIARLO,LO ATTACCAVANO E CONTINUANO,DA IGNORANTI AD ATTACCARLO!