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GIAPPONE/ Un uomo disperato cerca ancora ogni giorno la moglie e la figlia disperse

Un padre giapponese da quattro mesi cerca ogni giorno i resti della moglie e della figlia piccola, morte a causa dello tsunami dell’11 marzo scorso

Ricerche dei dispersi in Giappone Ricerche dei dispersi in Giappone

Un padre giapponese da quattro mesi cerca ogni giorno i resti della moglie e della figlia piccola, morte a causa dello tsunami dell’11 marzo scorso.

RICERCA SENZA SPERANZA - Maromu Oikawa, un pompiere 30enne, esce sempre di casa a piedi con una pala, una motosega e tre fotografie. L’uomo setaccia le rive del fiume, i campi di riso, i burroni, e qualsiasi altro luogo dove potrebbero essere nascosti i loro resti. Utilizza la pala per sollevare i pezzi di cemento, la motosega tagliare il legno, e in qualsiasi momento si aspetta di imbattersi in una mano o un volto che possano ricondurlo ai suoi cari. Come raccontato da un reportage di John M. Glionna per il Los Angeles Times, Oikawa sta cercando i corpi della moglie e della figlia piccola, scomparse l’11 marzo quando il terremoto ha strappato le case dalle fondamenta e ucciso tutte le persone che si trovavano al loro interno. Il disastro ha colpito duramente Ishinomaki, una cittadina di 160mila agricoltori e pescatori. Su 8mila persone ancora disperse nel nord-est del Giappone, 2.770 vengono da qui. Ishinomaki ha anche subito in assoluto il più grave bilancio delle vittime: 3.100 in tutto. Oikawa sa bene che non potrà mai più rivedere vivi i suoi familiari.