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GIAPPONE/ Un uomo disperato cerca ancora ogni giorno la moglie e la figlia disperse

Ricerche dei dispersi in Giappone Ricerche dei dispersi in Giappone

UNA CITTA’ FANTASMA - E con ogni probabilità, se riuscirà a individuare dove si trovano i loro corpi, saranno già praticamente irriconoscibili. Ma Oikawa non si arrende, e nei momenti di dubbio tira fuori le fotografie della moglie 29enne, Emi, della figlia di 15 mesi, Atsuki, e si rivolge a loro. «Mi dispiace – dice dolcemente -. Mi dispiace». In giapponese, Maromu significa «proteggere» e il pompiere si sente terribilmente in colpa per essere fallito il suo compito con le due persone che amava di più. La zona è piena di sopravvissuti con amici e familiari rimasti dispersi, e con il passare del tempo le loro speranze di ritrovare i loro morti si assottigliano sempre di più. Ma Oikawa assicura che non si fermerà finché non troverà la moglie e la figlia. «Continuerò a cercare anche l’anno prossimo e quello successivo», racconta. In una città di provincia come Ishinomaki, l’assenza delle persone morte o scomparse si fa sentire molto anche nella vita sociale di tutti i giorni. Tra di loro ci sono infatti il procuratore, il vigile urbano, la ragazza dell’edicola, il barbiere. Il direttore del giornale locale, Hiroyuki Takeuchi, racconta: «La città sembra essere tornata alla normalità. Ma dentro, c’è un’aspra ferita psicologica che non si rimarginerà».