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MANOVRE/ Il rebus di Erdogan vale l’aggancio all’Europa

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Istanbul, la Moschea azzurra (Imagoeconomica)  Istanbul, la Moschea azzurra (Imagoeconomica)

Mentre il Bdp continua a mantenere la propria posizione, il Chp, consapevole del rischio di rimanere emerginato dalle logiche decisionali, ha abbandonato la protesta, mostrandosi deciso a negoziare con l’Akp nella stesura della nuova Costituzione. Senza dubbio tale atteggiamento sottolinea la nuova impronta del partito di Kemal Kilicadroglu, che più volte si è contraddistinto per la sua inclinazione al dialogo.

Nonostante l’incarcerazione dei deputati legittimamente eletti continui, la notizia è stata accolta con favore anche dalla comunità internazionale e sia l’Europa che gli Stati Uniti sono stati concordi nell’affermare che la ripresa del processo legislativo è un segno importante di credibilità anche, e soprattutto, in riferimento al mantenimento delle riforme interne necessarie per completare il percorso di adesione all’Unione europea.

Il quadro però rimane fosco, se si considera che la continua autoesclusione dei candidati indipendenti curdi dal Parlamento ha contribuito ad aumentare gli attacchi terroristici del Pkk nel sud-est anatolico: nell’ultima settimana l’escalation di violenza ha portato all’uccisione di tredici soldati turchi e a uno strisciante malcontento di parte dell’opinione pubblica locale riguardo la gestione e la possibile soluzione della questione curda.

Ecco perchè oggi più che mai per la Turchia è importante, oltre che necessaria, un’opposizione forte e responsabile che in seno al Parlamento trovi il giusto compromesso per agevolare il processo democratico e affrontare le spinose issue dello stato della democrazia nel Paese, con particolare enfasi alla troppo limitata libertà di espressione.  



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