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ATTACCHI OSLO/ Breivik, obbiettivo Italia: il Papa, i partiti e le raffinerie

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Anders Behring Breivik, foto Ansa  Anders Behring Breivik, foto Ansa

L'Italia e il Vaticano erano tra gli obiettivi del mostro di Oslo, Anders Behring Breivik, l'uomo che ha ucciso quasi cento ragazzi in una orribile strage. Il Papa: un codardo e un corrotto; quasi tutti i partiti politici del nostro Paese, definiti "cultural-marxisti". Ma anche le raffinerie di petrolio tra i suoi obbiettivi in Italia

ATTACCHI SHOCK - In Italia ci sono "60mila patrioti pronti alla battaglia". Lo sostiene Anders Behring Breivik, ormai noto come il "mostro di Oslo", l'uomo che da solo in una folle azione tra le più spietate che si ricordino ha ucciso quasi cento ragazzi colpevoli solo di partecipare a un meeting del partito laburista norvegese, e altre sette persone nell'esplosione di una auto bomba nel centro di Oslo. Azione quest'ultima, come ormai appare chiaro dalle indagini, puramente diversiva, per allontanare le attenzioni dall'isolotto dove Breivik stava mettendo in atto la sua strage programmata. Adesso, leggendo la sua documentazione, pagine fitte, migliaia di pagine conservate nei suoi computer, si scopre che il norvegese aveva tra i suoi obbiettivi anche l'Italia. Colpevole, nella sua idea di una nuova crociata per purificare l'Europa, di essere incapace di reagire contro l'invasione dell'Islam. C'è da chiedersi come avesse fatto i suoi calcoli il norvegese per identificare solo in Italia ben 60mila "patrioti" pronti a seguirlo nelle sue folli imprese: su cosa si basava per stimare tale cifra? In ogni caso, questi "patrioti", altrove definiti "giustizieri templari", dovevano scatenare una serie di "attacchi shock" di cellule clandestine.

UN PAPA CODARDO - Leggendo la documentazione di quello che si è auto definito il "più grande mostro dalla fine della Seconda guerra mondiale", i suoi obiettivi erano essenzialmente tre: il Papa e il Vaticano, diversi partiti politici e ben sedici raffinerie di petrolio. Il che dimostra come Breivik avesse le idee ben chiare, al di là dei proclami deliranti di cui sono piene le sue documentazioni. Colpire infatti non solo i leader culturali, religiosi e politici, ma anche distruggere le risorse e le riserve energetiche, in modo da mettere in ginocchio una intera nazione. Un autentico stratega militare del male, il norvegese. Il suo piano infatti aveva anche una scadenza precisa: il 2083, l'anno della "dichiarazione europea di indipendenza". Vediamoli nel dettaglio, questi obbiettivi, per capire anche perché erano stati scelti. Il Papa innanzitutto: per Breivik, che non era cattolico, ma appartenente alla Chiesa luterana norvegese, Benedetto XVI era un nemico, forse retaggio ancestrale delle antiche lotte tra cattolici e protestanti. Benedetto, cioè, sarebbe un "codardo, corrotto e illegittimo". Ma non solo: per il killer, anche Giovanni Paolo II, il Pontefice scomparso, aveva delle responsabilità per lui gravissime. Macchiatosi di questo crimine: "Giovanni Paolo II baciò il Corano in pubblico".  La Chiesa cattolica italiana in generale è messa sotto accusa: "I preti sono i più strenui difensori dell'Islam... la corruzione va estirpata dal Vaticano".




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