BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ATTENTATO OSLO/ Ecco cosa c’è nella testa di Breivik

Pubblicazione:martedì 26 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 26 luglio 2011, 8.54

Disperazione in Norvegia (Ansa) Disperazione in Norvegia (Ansa)

Un buon terzo del libro di Breivik è un’antologia di testi sui problemi dell’islam in Europa e dell’immigrazione. Alcuni testi vengono da una frangia anti-islamica paranoica, altri da autori seri. Sarebbe un peccato se chiunque sia citato da Breivik d’ora in poi dovesse diventare impresentabile. Il fatto che Breivik abbia affrontato nel suo libro il problema dell’immigrazione in modo grottesco e deformato non significa che il problema non esista. Un piccolo Paese come la Norvegia quanti immigrati può permettersi? La famosa tolleranza norvegese non rischia di dare ospitalità a ultra-fondamentalisti islamici e terroristi? Queste domande non diventano insensate solo per il fatto che le abbia trascritte anche Breivik corredandole di risposte deliranti. Le domande sono giustificate e devono essere affrontate.

Qual è il brodo di coltura di idee politico-esoteriche come quelle cui l’autore della strage si è ispirato?

Quella di Breivik era una nicchia dentro una nicchia: un estremismo identitario che non è - come spesso capita - antisemita, ma fanaticamente filo-ebraico, sulla base di teorie ottocentesche secondo cui gli Scandinavi sono etnicamente affini agli ebrei e discendono dalle famose Tribù Perdute d’Israele. Ma grazie a Internet, network estremisti di tutti i tipi sono presenti in tutta Europa. Non ci sono Paesi più a rischio di altri come - appunto - non ci sono isole felici.

Dove si ritrova di più oggi quello che lei, riferendosi a questo caso, altrove ha chiamato «populismo anti-islamico»? Le sue matrici sono solo post-11 settembre o c’è dell’altro?

Il populismo anti-islamico è precisamente un’ideologia che è «contro» l’islam ma non «a favore» di qualcosa. Il tipo umano è il politico olandese assassinato nel 2002 Pim Fortuyn, un omosessuale libertario vigorosamente anti-islamico. La paura panica dell’islam non nasce solo dall’11 settembre. Nasce ampiamente dal nesso denatalità-immigrazione. I populisti - di cui, evidentemente, Breivik è la versione tragicamente caricaturale - non oppongono all’islam dei valori alternativi (Fortuyn, appunto, disprezzava le Chiese cristiane) ma nozioni piuttosto vaghe, identità inventate in cui confluisce di tutto. Breivik chiamava a raccolta contro l’islam i protestanti, i cattolici, i buddhisti, gli ebrei, i massoni, gli atei, gli omosessuali, i nemici degli omosessuali e perfino i rom, secondo lui all’origine resi schiavi e ridotti alla loro attuale condizione da popolazioni musulmane (una tesi storicamente falsa). Tutto o quasi va bene purché si sia «contro» l’islam.

Breivik appare in alcune foto con il grembiulino massonico. Quanto è massonica l’ideologia che lo ha ispirato?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
26/07/2011 - Cosa c'è nel cuore di Breivik? (claudia mazzola)

Quel paese che vuole costruire una nazione perfetta dove tutto è lecito, anche armarsi, produce frutti buoni? Il buonismo della Norvegia, che peccato!

 
26/07/2011 - Fine del multiculturalismo? (GIOVANNI PIERONI)

A mio avviso il fatto rappresenta una forte battuta d' arresto per il multiculturalismo e le società cosiddette aperte. In realtà, solo i cattolici più autentici, per definizione, sono attrezzati ad affrontare le sfide del mondo globalizzato.