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ATTENTATO OSLO/ Ecco cosa c’è nella testa di Breivik

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Disperazione in Norvegia (Ansa)  Disperazione in Norvegia (Ansa)

Tendo a essere d’accordo con la massoneria (regolare) norvegese, che ha espulso Breivik solo domenica 24 luglio, quando afferma che certamente la massoneria non è responsabile degli attentati. L’ideologia di Breivik è lontana da quella dell’attuale massoneria, la quale forse avrebbe solo potuto accorgersi un po’ prima delle strane idee del suo rispettato adepto (bastava andare su Internet). La verità è che ci sono centinaia, se non migliaia, di network estremisti tutti diversi tra loro - in quanto filo-ebraico, Breivik per esempio odiava Hitler, dunque non lo avremmo trovato neppure nei network neo-nazisti, se non come osservatore esterno che sperava di convertire qualcuno - e che di questa realtà occorre tenere conto, anche attraverso un’opera di prevenzione specializzata che utilizzi molto Internet.

Che impressioni ha ricavato dalla lettura dei quotidiani italiani?

In alcuni, un gran desiderio di dare la colpa ai «fondamentalisti cristiani» demonizzando tutti quanti non siano disponibili a entusiasmarsi per «società aperte» favorevoli all’aborto, all’eutanasia, al matrimonio omosessuale e all’immigrazione senza limiti. Se avessero letto bene i suoi scritti, avrebbero scoperto che Breivik era egli stesso favorevole all’aborto, sia pure con limitazioni, frequentava escort e aveva amici pornografi e perfino satanisti. Ma i giornalisti disponili a leggersi millecinquecento pagine di Breivik non sono molti...




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COMMENTI
26/07/2011 - Cosa c'è nel cuore di Breivik? (claudia mazzola)

Quel paese che vuole costruire una nazione perfetta dove tutto è lecito, anche armarsi, produce frutti buoni? Il buonismo della Norvegia, che peccato!

 
26/07/2011 - Fine del multiculturalismo? (GIOVANNI PIERONI)

A mio avviso il fatto rappresenta una forte battuta d' arresto per il multiculturalismo e le società cosiddette aperte. In realtà, solo i cattolici più autentici, per definizione, sono attrezzati ad affrontare le sfide del mondo globalizzato.