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IL CASO/ 1. Il "governo leggero" che fa volare il Belgio

Pubblicazione:mercoledì 27 luglio 2011

L'Atomium a Bruxelles L'Atomium a Bruxelles

Il Belgio si è così trovato ad avere per oltre un anno quel “governo leggero”, che lascia ampio spazio alla società civile, ritenuto da molti politologi una risposta particolarmente adeguata alle urgenze del nostro tempo. È sorprendente ma sintomatico che dall’opinione pubblica non venissero veementi sollecitazioni a un sblocco della crisi politica in atto. Nessuno dubitava in Belgio che non si potesse restare senza governo a tempo indeterminato, ma per lo più non ci si preoccupava molto vedendo che la proverbiale luce in fondo al tunnel ancora non si scorgeva. È chiaro che questa lunga “sede vacante” era molto più sostenibile in Belgio di quanto avrebbe potuto risultare altrove, grazie al suo essere sede di istituzioni di grande rilievo come l’Unione europea e la Nato, le quali entrambe hanno a Bruxelles e dintorni i loro quartieri generali. Le spinte centrifughe vengono di fatto compensate da queste presenze. Ciò tuttavia spiega molto ma non tutto.

Esiste ormai un filone di pensiero nella scienza politica che, prendendo le mosse da vari punti di partenza, converge verso l’idea che oggi in prospettiva una società civile molto capace di autogoverno possa fare da sé quasi tutto. È il pensiero che trova un grosso punto di elaborazione nella “Scuola di Bloomington” nata attorno all’insegnamento di Vincent ed Elinor Olstrom, quest’ultima premio Nobel per l’Economia 2009. Una scuola di pensiero politico che prende nome dalla località del Midwest degli Stati Uniti sede dell’Università dell’Indiana ove il “Seminario Olstrom” raduna ogni anno i più autorevoli studiosi di questo orientamento.

È un pensiero che per la sua attenzione ai “beni comuni” in Italia viene talvolta spacciato per neo-giacobino, per neo-progressista mentre non lo è affatto, come giustamente Carlo Lottieri sottolinea nel suo contributo a Dalle vicinie al federalismo, autogoverno e responsabilità, un interessante volume a più voci recentemente edito a sua cura dall’Associazione culturale Carlo Cattaneo di Pordenone.


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COMMENTI
27/07/2011 - dipende dal popolo (francesco taddei)

la situazione belga non è frutto di una pianificazione, ma di cause storico-sociali ancora irrisolte. lo stato "pesante" francese è efficiente e funziona bene, così quello "leggero" della lombardia. entrambi frutto di una volontà politica. occorre fare i conti con le caratteristiche specifiche dei vari popoli, che in quest'epoca di identità deboli esistono (grazie a Dio) ancora.