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ISRAELE/ Herzog (Haaretz): così gli "indignados" possono cambiare il paese

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Gli indignados di Tel Aviv  Gli indignados di Tel Aviv

Tutto nasce dal fatto che il governo attualmente in carica per anni non ha fatto nulla per ovviare a questa divisione sociale interna. Non ha mai varato provvedimenti che ad esempio andassero ad intaccare l'alto costo delle abitazioni, non si è preoccupato di calmierare gli affitti, che sono davvero elevati. Si può dire che è da circa un decennio che il governo non vara alcun provvedimento né mostra di interessarsi ai problemi che hanno le classi meno fortunate, quella più bassa, ma anche la classe media. I giovani, gli studenti, sono particolarmente furibondi perché non è mai stato presentato un piano che venisse incontro alle loro esigenze, come appartamenti in affitto a prezzi convenienti per loro.

Che tipo di reazione ha suscitato questo movimento nella società israeliana? C'erano segni che potevano indurre a pensare ad una protesta imminente?

Per molti, in Israele si è trattato di una autentica sorpresa. In passato la società israeliana aveva ovviamente visto movimenti di protesta, ma francamente mai così massicci come questo, che si sta espandendo di giorno in giorno in nuove città e vede la partecipazione sempre più alta di persone.

Come sta affrontando il governo questa protesta?


Ha provato ad affrontare alcune delle richieste, ha promesso dei piani di intervento per venire incontro agli studenti, ma il movimento ha giudicato insufficienti tali proposte. C'è una forte pressione sul governo in questo momento che sente tutta la forza di questo movimento su di sé.

Pensa che questa protesta potrà influire sulle prossime elezioni nazionali israeliane, facendo perdere il Likud?




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