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Esteri

ISRAELE/ Herzog (Haaretz): così gli "indignados" possono cambiare il paese

Gli indignados di Tel AvivGli indignados di Tel Aviv

Al momento non è possibile dirlo. La caratteristica di questa protesta è che è del tutto apolitica. Potrebbe essere che le richieste del movimento possano diventare tema di dibattito alle prossime elezioni, argomenti che in effetti non sono mai stati affrontati prima, e che quindi ci possa essere una sorta di contraccolpo sul partito attualmente al potere, quello di Netanyahu.

Si può dunque dire che il movimento sia del tutto slegato da qualsivoglia corrente politica?


Assolutamente sì, è un movimento genuino che esprime un autentico disagio per una certa condizione di vita considerata ingiusta. Gli stessi leader dei partiti di opposizione non hanno cercato di cavalcare la protesta, andando nelle piazze, ma limitandosi a incontrare i leder della protesta.

Secondo lei esiste qualche tipo di relazione fra questo movimento e quelli che hanno animato le proteste di alcuni Paesi nord africani? E anche con gli indignados spagnoli?


E' molto difficile dire una cosa del genere. Israele è un Paese democratico totalmente diverso dai regimi dittatoriali del nord Africa. Il contesto è diverso, anche se le rivolte nord africane avevano degli elementi di tipo economico. Ma ad esempio non si può parlare di alcun collegamento fra quanto succede in Israele e in Siria. Certo, su più larga scala, si può forse dire che i nostri giovani siano rimasti colpiti e influenzati da quanto hanno visto in Spagna e anche nei paesi nord africani, ma tutto avviene su piani politici ed economici diversi, come spiegato prima.

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