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UTOYA/ Drammatico scambio di sms tra madre e figlia mentre il folle uccide

Pubblicazione:giovedì 28 luglio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

La tragedia dell'isola di Utoya, dove il folle assassino ha fatto strage di quasi 70 giovani, continua a rivelare particolari impressionanti. Come la conversazione via sms tra una ragazza e la madre a casa

L'ISOLA MALEDETTA - L'orrore vissuto dai giovani norvegesi intrappolati su un isolotto in preda di un folle assassino, è qualcosa che solo chi lo ha vissuto ne conosce l'intensità e la profondità. Qualunque ipotesi, qualunque tentativo di immaginare quei momenti non sarà mai paragonabile a chi quegli attimi li ha veramente vissuti. Alcune immagini di quanto successo sono arrivate anche a noi, ad esempio il momento in cui Anders Breivik, il mostro di Utoya, si ferma a finire a colpi di pistola un giovane che già era stato colpito. Quelle immagini sono giunte al mondo grazie a un operatore della televisione norvegese giunto sul posto in elicottero quando la notizia di quello che stava succedendo ha cominciato a essere pubblica. La cosa incredibile è che inizialmente l'operatore non si era neppure accorto di quello che stava succedendo: "L'isola sembrava deserta" ha raccontato. "Pensavamo che la polizia l'avesse fata sgombrare".

Solo più tardi, visionando attentamente il filmato, ha visto il mostro che puntava la pistola contro una persona nascosta tra gli scogli. Certo è che è tutto da verificare l'operato della polizia norvegese, incapace di giungere sull'isola maledetta prima dei giornalisti televisivi. Breivik infine sarebbe stato finalmente neutralizzato grazie a dei gas lacrimogeni sparati da un elicottero della polizia che hanno neutralizzato il fole e permesso il suo arresto. Una strage cominciata nel modo più impensabile, ma diabolicamente astuto, come lo aveva preparato il massacratore. Era infatti giunto sull'isola in perfetta tenuta da poliziotto, dicendo che in seguito all'attentato di Oslo (che aveva provocato lui stesso) doveva fare dei normali controlli sulla sicurezza, niente di che preoccuparsi. Chi è sopravvissuto ricorda che Breivik era calmissimo e non incuteva timore. Mostra i suoi documenti e chiede ai giovani di andare verso di lui. In quel momento comincia l'inferno: apre il fuoco e inizia il massacro. Dopo aver colpito i primi, comincia a girare l'isola cercando uno a uno o i giovani che si buttavano in acqua o cercavano riparo tra gli scogli o i cadaveri dei loro amici.



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