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MEDIO ORIENTE/ Corm: Europa e Usa minacciano la democrazia araba

Proteste in Egitto, durante la rivoluzione (Ansa) Proteste in Egitto, durante la rivoluzione (Ansa)

Finora il numero di nuovi immigrati clandestini non è così alto (la stima è di 20-30mila persone, i più dalla Tunisia e dalla Libia). Queste cifre vanno confrontate con il flusso di rifugiati che un paese come la Siria ha ricevuto dall’Iraq (un milione e mezzo) o la Giordania che ne ha ricevuto un milione. L’Europa sta cercando di attirare le persone più dotate dalla riva meridionale del Mediterraneo, mentre respinge quelle senza specializzazioni, benché ci sia bisogno di loro nelle economie europee. Non credo che questo sia una politica molto razionale per nessuna delle due sponde del Mediterraneo. I “cervelli” e le persone qualificate dovrebbero restare nei Paesi arabi, mentre l’Europa dovrebbe pianificare meglio la sua domanda di personale poco qualificato.

In che modo?

L’Europa dovrebbe sviluppare una visione strategica delle reali possibilità esistenti di complementarietà economica nella competizione globale tra le due sponde del Mediterraneo, piuttosto che essere ossessionata dal libero scambio e dalla cosiddetta “flessibilità” dei mercati del lavoro. Senza una tale visione strategica di come migliorare la competitività della zona euro-mediterranea nei confronti di Asia e Nord America, regolare i movimenti migratori continuerà ad essere irrazionale ed inefficiente.

Dall’esterno, questa regione sembra molto diversificata sotto il profilo etnico e religioso e delle strutture statali. È possibile raggiungere una comune comprensione di che cos’è la democrazia? E quanto è diverso un concetto arabo di democrazia da quello europeo, o occidentale?

“Democrazia” è un concetto piuttosto vago e ci sono tante forme di democrazia. La democrazia può talvolta nascondere il potere assoluto di un’oligarchia, specialmente ora che è stato permesso a miliardari di scendere in politica ed essere eletti. Queste persone possono controllare imperi mediatici, grandi banche, canali della distribuzione commerciale, industrie, grandi appezzamenti di terreno agricolo. Quando entrano nell’agone politico creano un profondo squilibrio e gli altri attori politici non possono competere con loro. Devono piuttosto allearsi in modo servile con costoro. Come mostrato dall’onda dei movimenti di massa arabi e dai loro slogan, per l’arabo qualunque la democrazia significa garantire la “dignità” e il rispetto di tutti gli esseri umani a prescindere dal loro status economico, sociale, etnico o religioso.