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MEDIO ORIENTE/ Corm: Europa e Usa minacciano la democrazia araba

Proteste in Egitto, durante la rivoluzione (Ansa) Proteste in Egitto, durante la rivoluzione (Ansa)

Non siamo affatto distanti dai famosi “principi repubblicani” che la rivoluzione francese ha diffuso nel mondo, in cui la nozione di “cittadinanza” è così affine alla nozione di “dignità”. Se questa nozione di cittadinanza che include il diritto di essere trattati con dignità e rispetto da parte di altri cittadini o di chi esercita il potere statale viene realizzata, allora non siamo lontani da ciò che è l’essenza della cittadinanza nel patrimonio rivoluzionario europeo. Membri di etnie specifiche o gruppi religiosi nei paesi arabi dovrebbero quindi godere di pieni diritti culturali o religiosi. Il diritto di scegliere la propria religione o affiliazione politica e di usare uno specifico linguaggio (curdo, turcomanno, armeno, e berbero) dovrebbero essere parte di questa nozione di dignità o cittadinanza, che presuppone anche il sentimento di una appartenenza comune, a dispetto di queste differenze.

Un’ultima domanda: come Usa ed Europa possono aiutare i paesi arabi in questa congiuntura difficile ma ricca di opportunità?

Dovrebbero astenersi dall’interferire negli affari interni di questi paesi, cosa che stanno invece facendo quotidianamente con le loro dichiarazioni ufficiali e valutazioni sulla situazione in certi Paesi arabi, ma non in altri. Il doppio standard è ancora la norma nelle politiche occidentali verso i paesi arabi. La Dichiarazione del G8 di Deauville sulla primavera araba svela anche la volontà di controllare quanto sta succedendo nel mondo arabo, di raggiungere il cambiamento in alcuni casi, ma di mantenere lo status quo in altri. Fornire denaro ai nuovi regimi con i condizionamenti tipici del Fondo Monetario Internazionale è la strada che porta al disastro.

(Pietro Vernizzi)

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