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AFGHANISTAN/ Micalessin: gli errori di una guerra col "cronometro" in mano

Per gli Usa, morto Bin Laden, restare in Afghanistan è inutile e Obama teme di perdere le elezioni. Ma ritirarsi ora, spiega GIAN MICALESSIN, obbligherà, tra 15 anni, ad un altro intervento 

Foto Ansa Foto Ansa

Un ordigno esplosivo piazzato lungo la strada, un mezzo militare italiano che salta in aria. Non è la prima volta, e anche questa volta un soldato delle forze italiane rimane ucciso. Si tratta del caporal maggiore Gaetano Tuccillo di Palma Campania in provincia di Napoli. E' la vittima numero 38 da quando i nostri soldati si trovano in Afghanistan dal 2004. L'attentato è avvenuto nelle vicinanze del villaggio di Caghaz a sedici chilometri di distanza da Bakwa, distretto di Farag, regione del Gulistan. Le reazioni della politica sono state immediate, dalla commozione espressa dal capo dello Stato che ha telefonato personalmente alla vedova, alla richiesta di Umberto Bossi di lasciare immediatamente l'Afghanistan. Gian Micalessin, inviato speciale in zone di guerra ed esperto del conflitto afgano, spiega perché sarebbe un errore.

In seguito all'attentato, il sottosegretario alla difesa italiano ha definito la zona del Gulistan "la più pericolosa del mondo": è davvero così?

Sicuramente è una delle più pericolose dell'Afghanistan. E' una zona in cui le truppe italiane a settembre hanno preso il posto dei marines americani. Una regione difficilmente controllabile dove fiorente è la coltivazione della droga. In particolare la città di Bakwa nelle cui vicinanze c'è stato l'attentato che è costato la vita al nostro militare, è uno dei punti più caldi dell'intero Afghanistan. Si tratta di un importantissimo crocevia nonché strada di percorrenza per il trasferimento dal sud del Paese e quindi dal confine pakistano verso le province interne dell'Afghanistan degli insorti oltre che una via della droga.


Proprio all'inizio del mese di giugno le truppe italiane hanno portato a compimento in questa zona un'importante missione con l'arresto di sette persone coinvolte nella preparazione di attentati.


Sì, oltre all'arresto di queste persone ci sono state confische ingenti di narcotici e anche di un laboratorio di preparazione di ordigni esplosivi identici a quello usato per l'attentato che ha ucciso il nostro caporale.

Si può dire che questo attentato sia stato mirato, una sorta di vendetta?