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AFGHANISTAN/ Micalessin: gli errori di una guerra col "cronometro" in mano

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Foto Ansa  Foto Ansa

Una rappresaglia, senz'altro, nei confronti delle nostre truppe. Una rappresaglia che si inquadra comunque nell'ambito di un conflitto in questa zona che va avanti da mesi. Un conflitto che vede il nostro tentativo di assumere il controllo della regione e il tentativo degli insorti di continuare a destabilizzare la situazione.

 

Gli attentati tramite ordigni esplosivi posti lungo le strade di percorrenza dei nostri mezzi sembrano avere una terribile efficacia. Forse i nostri mezzi non sono adeguati?

 

Assolutamente no. I Lince, i mezzi usati dalle nostre truppe, sono attualmente il miglior compromesso esistente in termini di sicurezza e agibilità sulle strade afgane, tanto è vero che sono stati comprati anche dall'esercito inglese e da quello russo. Ricordiamoci che è fondamentale avere mezzi quanto più possibile in grado di muoversi sugli sterrati e sul terreno sconnesso afgano. Gli americani, ad esempio, hanno in dotazione un veicolo di trasporto che pesa sei tonnellate, certamente sicuro, ma che si muove sul terreno come un dinosauro, lentissimo e poco efficace. Ma non esiste sicurezza totale per nessun tipo di veicolo, quando aumenta il quantitativo di esplosivo impiegato è inevitabile succeda quel che è successo.

 

Cosa si può fare per cercare di evitare queste situazioni?


Il problema per quanto riguarda questo tipo di attentati è  avere un servizio di intelligence efficace, che riesca a individuare gli ordigni prima che esplodano, sapere dove essi sono posizionati sul territorio. Lo si fa ad esempio con il drone, il velivolo aereo telecomandato che è in dotazione anche al nostro esercito, lo si deve fare con un lavoro di intelligence sulla popolazione civile che spesso è informata su dove si trovano gli ordigni. Non sempre ci si riesce, come successo, ma questo fa parte dell'inevitabile situazione di instabilità afgana.

 

Il nostro esercito, sempre in questa area, si è distinto recentemente con opere civili a favore della popolazione. Ma i civili afgani da che parte stanno?


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