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Esteri

SCENARIO/ Norquist (Atr): così Obama porta gli Usa verso il crac

Barack Obama (Foto Ansa)Barack Obama (Foto Ansa)

Per rispondere dobbiamo chiederci chi, tra tutti quelli che concorrono alla presidenza, potrebbe essere il miglior candidato, che potrebbe anche non essere il miglior presidente. Tutti i candidati che concorreranno saranno meglio di Obama. Nonostante ciò non vinceranno le elezioni. Herman Cain, che è un bravo imprenditore, non ha esperienza politica e potrebbe essere anche battuto alle primarie. Anche Mitt Romney potrebbe essere un buon candidato. Ci potrebbe poi essere Pawlenty, ex governatore, anche se non è andato molto bene nel dibattito presidenziale al contrario di Romney. Comunque resta un buon candidato con un forte bacino di voti nel MidWest. C’è poi la deputata Michelle Bachmann, che non è mai stata una governatrice, quindi ha un rapporto diverso col territorio. Ric Perry, attuale governatore del Texas, ha ottenuto buoni risultati nel suo stato in termini di crescita economica, e potrebbe farlo per l’intera nazione. Anche Giuliani potrebbe essere un buon candidato, come Sarah Palin del resto; anche se lei dovrebbe competere con Michelle Bachmann e le due si contenderebbero i voti: sono mamme entrambe, donne religiose, credono negli stessi valori che rappresentano l’americano medio. Bachmann e Pawlenty potrebbero contendersi l’elettorato del MidWest. Sintetizzando, i candidati reali potrebbero essere Pawlenty, Bachmann, Romney e Perry.

 

Che ruolo giocherà il movimento dei Tea Party durante le prossime elezioni presidenziali del 2012?

 

Il movimento dei Tea Party è ben compreso dalle persone che sanno giudicare i danni che Obama sta facendo alla nazione, per esempio sulla sanità. Sono stati molto attivi nel 2009 e nel 2010 per le elezioni di medio termine e lo saranno anche nel 2012. Molto del loro malcontento è dovuto alle politiche di Obama e della sua Amministrazione. Sono convinto che per le prossime elezioni presidenziali potrebbero giocare un ruolo decisivo.

 

Quali saranno i temi delle elezioni e della campagna elettorale?

 

Lavoro, lavoro e lavoro. Ma anche la riforma sanitaria. Per i repubblicani oltretutto potrebbe rappresentare una buona strategia, come lo è stata nelle elezioni di midterm del 2010.

 

E quanto peserà la politica estera?

 

Un candidato in America non vince grazie alla politica estera, eccetto quando gli americani sono stanchi di un presidente. Solo in questo caso la politica estera diviene determinante, come successo con George W. Bush, che negli ultimi anni si è concentrato sull’Iraq dimenticandosi di essere presidente degli Usa. La politica estera negli States ti può solo svantaggiare, ma difficilmente ti aiuterà in campagna elettorale. Per esempio, Jimmy Carter, maestro di diplomazia, quando cercò la rielezione pagò il suo fallimento nell’economia. È l’economia ciò che interessa all’elettore americano.

 

Qual è la sua opinione sulla riforma fiscale del governo di Obama?