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SIRIA/ Così i carri armati di Assad accendono la polveriera del medio-oriente

Alcuni disordini in Siria (Foto: ANSA) Alcuni disordini in Siria (Foto: ANSA)

 

Sul fronte israeliano la caduta del regime non assicurerebbe più la stabilità delle Alture del Golan, garanzia che Hafez al Assad prima e poi suo figlio Bashar hanno offerto a Israele per ben 38 anni. Un potenziale futuro governo sunnita in Siria è infine per lo Stato ebraico molto più enigmatica del mantenimento del potere alawita di Assad: la possibilità di una politica più aggressiva anti-israeliana andrebbe ad aggravare le prospettive di crescente insicurezza per Israele. C’è infine il Libano, paese che più risente della complicata situazione siriana. L’attuale governo capeggiato da Hezbollah vede con timore la caduta del regime siriano, suo storico protettore e finanziatore, mentre la possibilità di una guerra civile siriana che vedrebbe gli alawiti (sciiti) accanto ai cristiani, protetti dal regime opporsi ai sunniti (che rappresentano la maggioranza della popolazione siriana), avrebbe l’effetto di un contagio immediato della tensione inter-confessionale, già elevatissima nel paese dei Cedri.

La dimensione interna - Se troppe variabili esterne inducono a pensare che la caduta di Assad sia poco probabile, altrettanti fattori interni rendono enigmatica la tenuta del regime siriano. In primo luogo c’è da chiedersi quanto l’economia siriana potrà tollerare il blocco degli investimenti esteri, la svalutazione progressiva della moneta, che ha già perso il 15% sul dollaro americano e la perdita totale di tutte le entrate provenienti dal turismo internazionale. Il supporto economico iraniano non basta a mantenere in vita lo stallo di un paese di 23 milioni di persone e il rischio di bancarotta è tutt’altro che lontano dalle prospettive. Inoltre è proprio l’impasse della frattura tra governo e popolazione che rappresenta l’incognita e la minaccia più aspra per la apparente stabilità del regime siriano. In primo luogo, il regime siriano non ha – e non potrebbe strutturalmente – concedere più diritti alle altre componenti politiche e sociali: il rigore violento dell’autoritarismo siriano è, infatti, l’unica formula con cui una piccola minoranza etnica (quella degli alawiti) può mantenere il controllo su una popolazione a maggioranza sunnita. Ecco perché le riforme proposte dal regime, tra cui l’ultimo disegno di legge sul multipartitismo, hanno un valore puramente cosmetico e per nulla credibile.