BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SIRIA/ Così i carri armati di Assad accendono la polveriera del medio-oriente

Alcuni disordini in Siria (Foto: ANSA) Alcuni disordini in Siria (Foto: ANSA)

 

In secondo luogo, un regime che massacra il suo popolo ha già perso de facto ogni fonte di legittimità del suo potere e, dunque, l’unico (l’ultimo) strumento che rimane ad Assad è la coercizione. La strategia del regime da questo punto di vista è molto chiara: fintanto che la gente non avrà paura di scendere in piazza per protestare il regime continuerà ad uccidere i suoi cittadini. Ieri ad Hama, città storicamente ribelle, oltre 100 persone sono state uccide in una sola mattinata. Il mese del Ramadan, che comincia oggi, sarà un mese probabilmente sanguinoso. Ma se il regime continuerà ad uccidere, non potrà certo uccidere tutti i suoi cittadini. C’è forse un esempio che Bashar al Assad dovrebbe tenere in considerazione: durante la rivoluzione islamica in Iran le proteste popolari contro lo Scià si protrassero per un anno intero dal 1978 al 1979 e più la repressione militare faceva crescere il numero dei morti, più la gente persisteva nelle proteste. E alla fine è stato il popolo – e non il potere – a vincere.

© Riproduzione Riservata.