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IL CASO/ Cosa si nasconde dietro lo "sbarco" cinese?

Pubblicazione:mercoledì 10 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 10 agosto 2011, 9.20

Il dominio cinese dei mari (Foto Ansa) Il dominio cinese dei mari (Foto Ansa)


I cinesi producono moltissimo, fanno ricerca avanzata, sono titolari del 12 per cento dei brevetti rilasciati annualmente, producono il 21,7 per cento di ciò che viene posto in commercio in tutto il mondo, il valore dell’interscambio cinese nel 2010 è salito al 9 per cento del totale mondiale. Per questo Pechino ha deciso di giungere progressivamente al controllo dei mezzi con cui si effettuano gli scambi, cioè i porti e le flotte mercantili.
L’obiettivo è chiaro: assumere il controllo della filiera, dalla realizzazione del prodotto alla consegna finale, evitando quindi tutti i rischi collaterali. Ben 10 porti sui 14 principali scali nel mondo sono cinesi e ben 7 dei primi sono specializzati ed attrezzati per i super cargo.
La bandiera rossa sventola ad Aden, Porto Said e Pireo e punta ora su Taranto, ripercorrendo in gran parte la via percorsa dalla più grande flotta commerciale dell’800, quella inglese. Sempre i cinesi controllano i porti che chiudono da una parte e dall’altra il canale di Panama. Chi domina i mari, la Storia lo insegna, domina il mondo. 



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COMMENTI
10/08/2011 - "chi domina il mare domina il mondo" (francesco taddei)

ecco la ragione per cui si è commesso un grave errore! così la cina avrà la sua "porta europea" per invaderci ancora di più con i suoi prodotti. non era meglio fare una società con i tedeschi e fare di taranto la "Rotterdam del sud"? poteva essere la rampa europea per i mercati orientali(India ed estremo oriente). credo che non solo l'italia ma l'europa intera abbia sacrificato un nodo strategico per mancanza di visione. (la cina visione espansionista ai danni degli altri ce l'ha eccome).