BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SIRIA/ Chi si muove dietro le quinte contro Assad?

Manifestanti contro Bashar al Assad (Foto Ansa) Manifestanti contro Bashar al Assad (Foto Ansa)

Potrebbe essere questa la spiegazione dell’interruzione repentina dei rapporti con il regime alawita (sciita) di Assad. In secondo luogo, l’Arabia Saudita sembra voler scommettere sulla riproposizione della vecchia dicotomia inter-araba fronte delle monarchie (religiose) contro quello delle repubbliche (laiche): la proposta di accogliere nel Ccg la Giordania e il Marocco non è che uno dei primi tasselli di questa strategia.

Sullo sfondo di questi due propositi c’è, infine e soprattutto, la volontà di creare le condizioni ideologiche e strutturali di un potere regionale che si opponga all’influenza dell’Iran sciita, fin dall’inizio della rivoluzione siriana sostenitore militare e finanziario di Damasco oltre che principale minaccia alla stabilità del Golfo e dell’intero mondo arabo.

L’Arabia Saudita è ovviamente forte degli ingenti flussi di denaro derivanti dai proventi petroliferi con cui potrebbe finanziare un progetto politico di questo genere, ma l’inevitabile esacerbazione della già delicata frattura sciiti-sunniti che ne deriverebbe e in cui necessariamente cadrebbe l’attuale governo libanese, capeggiato dal partito sciita di Hezbollah, il nuovo Iraq oltre a una ipotetica Siria post-Assad (sunniti vs alawiti) rendono la scommessa del gigante del Golfo estremamente pericolosa.

© Riproduzione Riservata.