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IL CASO/ Ivereigh (UK): così Murdoch può ancora "cambiare" il giornalismo...

Pubblicazione:giovedì 18 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 18 agosto 2011, 9.15

Rupert Murdoch (Foto Ansa) Rupert Murdoch (Foto Ansa)

Credo che il primo effetto sia stato quello di avere causato un crescente cinismo attorno alla vita pubblica. Nel 2008 lo scandalo ha investito i mercati, col comportamento esecrabile dei banchieri: è seguito poi lo scandalo delle spese folli dei deputati, che ha intaccato la reputazione del Parlamento, e poi è venuto il turno del “quarto potere”. In ciascuno di questi casi, le istituzioni hanno creduto di non dover rendere conto a nessuno, si sono cioè considerate al di sopra della legge. Ecco il motivo per cui il Labour non ha guadagnato dallo scandalo attuale come avrebbe potuto: la gente considera i politici di entrambi gli schieramenti collusi con Murdoch. Come tutti gli scandali, prima o poi finirà e rotolerà qualche testa, dopo di che si riprenderà come al solito. In ogni caso, si è assistito a un massiccio spostamento di potere, che potremmo anche chiamare rivoluzione per un aspetto molto specifico: non è più Murdoch a fare il bello e il cattivo tempo. Vedere Rupert e James Murdoch in Parlamento è stato un grande cambiamento, come vedere la mafia in tribunale. Non avranno mai più lo stesso potere che avevano prima sulla vita pubblica della Gran Bretagna.

Crede anche lei, come ha detto Ed Miliband, il leader laburista, che Cameron ancora non comprenda la portata di quanto avvenuto?

No, non credo sia cosi. Miliband si riferiva all’assunzione come capo della comunicazione di Downing Street di Andy Coulson [ex direttore di News of the World]. Ovviamente si è trattato di un grave errore, di cui Cameron stesso si è pentito, ma non penso che la sua risposta allo scandalo possa essere definita inadeguata. Credo che il suo discorso alla Camera dei Comuni sia stato eccellente, e che abbia avuto il merito di aver dato inizio a un’inchiesta, guidata da un giudice, con una vasta gamma di poteri. Nei prossimi mesi sarà tutto più affascinante, discuteremo i grandi temi etici relativi ai media, la  libertà di parola e la privacy, tutti argomenti finora rimasti confinati alla letteratura.

Non crede quindi che i cattolici che hanno votato il partito conservatore alle ultime elezioni ritorneranno al Labour?

Non per lo scandalo delle intercettazioni, certamente no. Credo che entrambi i partiti siano vittime del loro ossequio per Murdoch.

Quali misure dovrebbero essere attuate per limitare le violazioni della privacy?

Credo che ciò di cui abbiamo più bisogno sia una robusta legge sulla privacy, che controbilanci l’eccessiva libertà della stampa. Ciò che dovrebbe essere chiaro nella legge è che ciò che interessa al pubblico non coincide necessariamente con l’interesse pubblico, così come le vite private dei personaggi pubblici non diventano, solo per questo fatto, automaticamente di interesse pubblico. Al momento, l’unico freno che i giornali hanno è la diffamazione, nel caso vengano pubblicate notizie false, ma si tratta di un processo molto lungo e costoso. Ma ora l’interesse maggiore è per storie autentiche, o che contengano dettagli autentici, che appartengono però alla sfera privata.

Non teme che alla lunga  questo possa minare la libertà della stampa?


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