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AFGHANISTAN/ Micalessin: donne, anziani e bambini kamikaze. La nuova sfida dei talebani alla Nato

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Tra le altre modalità recentemente ideate per uccidere, «quella delle bombe-turbanti, utilizzata durante il funerale di Ahmad Wali Karzai, il fratello del presidente afghano Hamid Karzai ucciso a sua volta in un altro attentato». Un uomo con un ordigno nascosto nel turbante, nel corso della funzione, ha ucciso, facendosi saltare in aria, altre 4 persone, tra cui un importante religioso e un bambino. Episodi drammatici che, tuttavia, non fanno che riflettere la debolezza degli attentatori: «Ci sono tipologie varie di attentati che tendono a seminare disordini e insicurezza ma che dimostrano che i talebani non hanno grande capacità di incidere a livello militare. Devono dimostrare di essere in grado di seminare il terrore e il panico, pur non potendo dominare sul terreno dove la Nato ha l’egemonia».
Il fenomeno degli attacchi suicidi, ha origini recenti: «è iniziato nel 2001, e deve imputarsi al fatto che alcune fazioni talebane hanno subito l’influenza del fondamentalismo islamico e di Al Qaeda». L’utilizzo di donne e bambini si deve, invece, probabilmente, all’influsso dei servizi segreti deviati pakistani. O del clan (ma possiamo considerarlo anche un network) degli Akkani, estremisti potenti, radicati nella regione e in grado di effettuare condizionamenti tra le fila dei talebani». Una cosa è certa: «si tratta di gruppi che non hanno alcun interesse per la vita umana». 

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