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Esteri

GMG MADRID/ Il Papa incontra i Reali, oggi pomeriggio con Zapatero

Continua con numerosi impegni la visita del Pontefice a Madrid. Oggi ha incontrato i reali di Spagna, i docenti universitari e nel pomeriggio vedrà il Primo ministro Zapatero

Foto AnsaFoto Ansa

Fitta l'agenda del Pontefice che da ieri si trova in visita a Madrid in concomitanza con le Giornate Mondiali della Gioventù. Stamane Benedetto XVI è stato ricevuto dai reali di Spagna Juan Carlos di Spagna e la regina Sofia. All'in contro, privato, ha partecipato anche il principe Felipe con la moglie Letizia. Altri incontri il Papa li ha avuti con i docenti universitari e con le  giovani religiose nel patio de Los Reyes di San Lorenzo a El Escorial. Oggi pomeriggio uno dei momenti più attesi della visita, l'incontro con il primo ministro Zapatero, che in passato in occasione di una precedente visita pontifica si era invece rifiutato di incontrare il Papa. Zapatero, capo del governo dimissionario che sarà rinnovato a novembre con elezioni anticipate, da sempre esprime una politica fortemente antagonista nei confronti della Chiesa romana. Intanto, Benedetto nel corso dei suoi incontri ha espresso i punti fondamentali del suo pensiero. Ad esempio quando ha parlato dell'eclisse di Dio nella società moderna: "L'incontro personale con Cristo deve essere testimoniato con tutta la forza e possiede oggi una speciale rilevanza, quando si constata una sorta di 'eclissi di Dio', una certa amnesia se non un vero rifiuto del cristianesimo e una negazione del tesoro della fede ricevuta, col rischio di perdere la propria identità profonda". Quindi ha citato il relativismo e la mediocrità, davanti ai quali, ha detto,  sorge il bisogno di questa radicalità, che testimonia la consacrazione come un appartenere a Dio. Nel corso dell'incontro con i docenti universitari invece ha espresso la necessità di una educazione integrale, criticando una società che non dà punti stabili di riferimento ai giovani. I professori, ha poi detto, non devono solo essere professionisti competenti che possano soddisfare la domanda del mercato. Ha quindi espresso la sua contrarietà a una "scienza senza limiti ben oltre se stessa fino al totalitarismo politico che si ravviva facilmente quando si elimina qualsiasi riferimento superiore al semplice calcolo di potere".