BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SIRIA/ Jean: se cade Assad, per i cristiani sarà un nuovo Iraq

Se il regime di Assad dovesse cadere per i cristiani, che rappresentano il 10% della popolazione siriana, si ripeterà l'esodo in massa avvenuto in Iraq. Lo spiega il generale CARLO JEAN

Cristiani in Siria Cristiani in Siria

Cinque miliardi di dollari da Iran e Iraq per finanziare il regime siriano e tre «nemici» storici come Iran, Arabia Saudita e Israele uniti dal timore di una caduta di Assad. Una vittoria dei ribelli libererebbe infatti i due terzi dei siriani, cioè la maggioranza sunnita, dal predominio di una piccola setta, gli alawiti, con effetti destabilizzanti sull’intera regione. E con la creazione di una situazione molto simile a quella irakena per i cristiani siriani, che rappresentano il 10% della popolazione del Paese. E’ l’interpretazione del generale Carlo Jean, intervistato in esclusiva da Ilsussidiario.net dopo i bombardamenti di Hama costati la vita a centinaia di manifestanti inermi.

 

Generale Jean, come valuta da un punto di vista militare i fatti siriani delle ultime 48 ore?

 

Hama e Deir el-Zour sono le roccaforti della Fratellanza musulmana e dell’opposizione al regime alawita. Nell’82 il padre di Assad aveva impiegato l’aviazione contro Hama, causando tra 10 e 30mila morti. Questa volta invece l’attuale presidente ha impiegato i carri armati e l’artiglieria, anche perché più sicuro della fedeltà dell’Esercito, di quanto lo fosse suo padre.

 

Ma come si spiega tanta ferocia, proprio adesso?

 

Attraverso una repressione molto forte, Assad spera di tranquillizzare la situazione. D’altra parte per lui e per gli alawiti è questione di vita o di morte, nel senso che se fanno concessioni ai sunniti, che sono molto più numerosi, saranno cacciati sulle montagne o massacrati nelle città.

 

Com’è la composizione della Siria, dal punto di vista etnico e religioso?