BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Jean: se cade Assad, per i cristiani sarà un nuovo Iraq

Pubblicazione:

Cristiani in Siria  Cristiani in Siria

Il 10% della popolazione in Siria è cristiana e, se si tolgono alawiti, drusi e curdi, il restante 70% della popolazione è sunnita.

 

Per il pluralismo Assad è più un ostacolo o una garanzia?

 

Il partito Baath, al potere in Siria, ha imposto un regime secolare. Storicamente del resto il partito di Assad è stato fondato da un cristiano maronita insieme a un alawita e a un sunnita. Quello siriano è un regime sostanzialmente laico e pluralista dal punto di vista religioso. In questi giorni ha mostrato il suo volto duro, ma rispetto agli standard dell’Islam è abbastanza moderato, in particolare da un punto di vista religioso. I cristiani, che costituiscono il 10% della popolazione, vivono tranquilli sotto il regime e infatti in gran parte appoggiano Assad. Se per caso la rivolta dovesse vincere, cioè se vincessero i Fratelli musulmani, molto verosimilmente i cristiani siriani farebbero la stessa fine dei cristiani irakeni. In Iraq infatti i cristiani, non appena il processo di democratizzazione è stato avviato, i cristiani sono diminuiti del 50%. In molti sono scappati, perché erano perseguitati da tutti. E lo stesso rischiano i cristiani in Siria.

 

Quali sono i punti di forza e di debolezza del regime siriano?

 

Il regime si è consolidato e ha avuto dei successi economici. Le rivolte nelle due principali città del Paese, Damasco e Aleppo, sono praticamente inesistenti, perché chi ci vive sono numerosi uomini d’affari, borghesia e altri strati sociali favoriti dal regime alawita. Le rivolte sono avvenute invece nella terza e nella quarta città per dimensioni, cioè Homs e Hama.

 

Qual è invece la forza militare dei ribelli?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >