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Esteri

SIRIA/ Jean: se cade Assad, per i cristiani sarà un nuovo Iraq

Cristiani in SiriaCristiani in Siria

Quelle dei ribelli sono manifestazioni di massa, con barricate protette da folle inermi di persone armate con bastoni e forche che si scontrano con i carri armati. Oggi (ieri, ndr) è iniziato il Ramadan e quindi Assad ha concentrato i suoi sforzi per domare la rivolta prima del Ramadan e non durante. Generalmente inoltre il Ramadan è un mese di solidarietà e digiuno, che aumenta quindi la coesione di gruppo e favorisce le rivolte.

 

In un primo momento un intervento della Nato in Libia sembrava impossibile, poi invece è avvenuto. Accadrà lo stesso anche in Siria?

 

Non credo, la Nato si è accorta di avere fatta una sciocchezza in Libia, e quindi sarebbe troppo compierne una seconda in Siria. L’Arabia Saudita inoltre è contraria. Non dimentichiamoci che il re saudita era molto amico di Mubarak e lo vedeva come un elemento di stabilità dell’intera zona, e che poteva aiutare l’Arabia Saudita a contrastare l’Iran. Adesso quindi la rivolta in Siria non ha il sostegno di Riad, che teme che ci sia una diffusione delle proteste in grado di interessare anche le monarchie petrolifere del golfo, che finora sono rimaste relativamente tranquille.

 

Quali sono le altre potenze regionali che sostengono il regime siriano?

 

L’Iran e l’Iraq, che la scorsa settimana hanno dato circa 5 miliardi di dollari ad Assad, 3,5 miliardi l’Iran e 1,5 miliardi l’Iraq, mascherati da aiuti umanitari per dare da mangiare ai poveri siriani. Ma che in realtà consentiranno ad Assad di pagare la sua milizia, la Guardia repubblicana, garantendo così la propria sicurezza.

 

Perché Iran e Iraq sono disposti a investire tanto su Assad?