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ANTICIPAZIONE/ 1. Ivereigh (UK): sarà la fede del Papa a salvare una Gran Bretagna in pezzi

Pubblicazione:domenica 21 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 agosto 2011, 10.32

Papa Benedetto XVI Papa Benedetto XVI

Ci sono molte versioni di quanto è successo e penso ci sia della verità in ciascuna di esse. Si è trattato, ovviamente, di “criminalità pura”, tuttavia la maggioranza di quelli coinvolti non erano criminali, ma spettatori occasionali. Si è trattato di un sintomo di povertà, tuttavia la povertà vera non era tanto quella materiale, in realtà molti dei saccheggiatori avevano lavoro e redditi, quanto quella derivante dalla alienazione. Francamente, abbiamo un numero enorme di giovani annoiati e arrabbiati, senza autostima e uno scopo, che non hanno nessun senso di appartenenza a una cosa come la società: 600mila giovani hanno lasciato la scuola e non hanno mai lavorato neppure per un giorno nella loro vita. A Londra, la loro lontananza dai meccanismi di scambio è ancora più forte, perché i livelli di disuguaglianza nella capitale sono più alti rispetto al resto del Paese, i più elevati dagli anni ’60. Londra ha un’alta, e crescente, percentuale di famiglie interamente dipendenti dai sussidi statali, dove il tassodi divorzi e di problemi familiari è a livelli record. Questo tipo di famiglie si trova soprattutto nelle zone nord e est della città, che sono state le più colpite dai disordini. Il disagio è però più generale e non è limitato geograficamente. Io vivo a Westminster, nel centro di Londra, un’area che si potrebbe immaginare al riparo dai disordini. Tuttavia, durante quei quattro giorni, decine di giovani che abitano in fondo alla mia via sono andati a Chelsea, un zona vicina famosa per lo shopping, e hanno attaccato un negozio di Hugo Boss rubando una quantità di vestiti. Due di loro sono stati arrestati e processati e non sembravano davvero criminali incalliti. Uno di loro era un promettente giovane calciatore. Erano stati presi dall’attrazione magnetica della “roba gratis” e dalla folle sensazione che, in quei primi due giorni, la polizia avesse perso il controllo della situazione. Per inciso, questa è una spiegazione semplice per ciò che è successo:la polizia è stata colta di sorpresa e ha considerato l’inizio dei disordini come un problema localizzato di ordine pubblico invece di ciò che e rapidamente diventato, e cioè l’espandersi per la città di saccheggi compiuti per emulazione. La mancanza di una ferma posizione all’inizio ha permesso che i disordini durassero quattro notti. Credo che i disordini saranno significativi per questo governo. Sotto vari aspetti, essi aiutano Cameron nella sua tesi di una Gran Bretagna a pezzi per riparare la quale è necessario ciò che lui chiama la Big Society. Ma il disagio è più profondo: per molti versi, i disordini rappresentano il fallimento del progetto liberale, almeno quanto la recente crisi del mercato e del giornalismo, di generare valori e virtù dai quali dipende la nostra libertà. Affrontare questi problemi richiederà generazioni, ma io temo che, piuttosto che vedere le cause di questo profondi malessere, preferiremo adottare una serie di misure di polizia, molte anche autoritarie, che servono solo a rafforzare lo Stato, ma non a rinvigorire la società civile, la sorgente ultimamente di quegli stessi valori e virtù. Ma non voglio essere pessimista: è anche vero che c’è in giro molto pensiero nuovo ed eccitante, anche dal governo, che suggerisce che questa crisi è al contempo un’opportunità per guardare alla strada che abbiamo intrapresa e renderci conto che davanti a noi ci sono altre strade.



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