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Esteri

CADUTA DI GHEDDAFI/ Micalessin: il rischio è una nuova Somalia

I festeggiamenti di ieri notte a Tripoli, foto AnsaI festeggiamenti di ieri notte a Tripoli, foto Ansa

Ieri notte il sottosegretario alla difesa italiano ha rivendicato la giustezza della nostra partecipazione alla missione Nato, dicendo che grazie a questa missione si è posto fine al regime di Gheddafi: "Il sottosegretario giustamente fa il suo mestiere difendendo la posizione ufficiale dell'Italia. Il fatto è che l'Italia per colpa della sua debolezza politica non ha saputo contrastare lo schieramento guidato da Francia e Inghilterra, prima, e poi dagli Stati Uniti. Abbiamo dovuto far buon viso a cattivo gioco davanti alla decisione degli alleati, soprattutto per salvare i nostri interessi petroliferi in Libia dalla Francia. Ma da qui a dire che questa missione di guerra abbia portato benefici all'Italia, ce ne corre". 
Qual è stato il momento in cui i ribelli hanno capito che potevano attaccare Tripoli? "Quando la Nato ha dato loro il via libero, ha dato appoggio aereo per arrivare a Tripoli. Nelle ultime ore la Nato ha sferrato bombardamenti pesantissimi su Tripoli, praticamente hanno scortato i ribelli nella capitale". Quale sarà la fine di Gheddafi? "Ha tre opzioni. Una di resistere a Tripoli, una seconda di raggiungere la zona a lui più fedele, o quelle a sud dove proviene la sua famiglia e organizzare se ne avrà i soldi una guerriglia per destabilizzare la nuova Libia. Infine di fuggire in esilio in Zimbabwe o un altro Paese africano. Non credo che andrà davvero in Venezuela".


(A cura di Paolo Vites)

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