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Esteri

L’INTERVISTA/ Davison (anglicano): l’incontro coi cattolici ha salvato la mia fede

Università di Cambridge (immagine d'archivio)Università di Cambridge (immagine d'archivio)

Quando mi decisi a parlare con loro dei miei problemi, mi fu presentata una tradizione di fede che poteva accogliere senza difficoltà tutta questa problematica, una teologia senza paure filosofiche, per esempio in San Tommaso D’Aquino. L’altro fattore che ha salvato la mia fede è stato ritrovare un cristianesimo liturgico ed ecclesiale nell’anglicanesimo saggio, umano e cattolico incontrato nel mio college. Ricordo una domenica di Avvento in cui andai nella cappella del college e fui colpito dalla straordinaria sensazione che l’intero anno stava accadendo di nuovo, per la duemillesima volta, che la Chiesa stava di nuovo ripetendo la storia partita nell’oscurità con la speranza del Messia. Il cristianesimo del mio periodo protestante era individualista, qui io ero parte di una comunità che si estendeva per tutto il mondo e attraverso il tempo. Questo mi faceva sentire incredibilmente sicuro: tutte le cose che mi avevano tenuto sveglio in malo modo, ora mi tenevano sveglio in un modo buono. Cominciai a pensare di più alla teologia che non alla biochimica, un segno che forse non dovevo diventare un biochimico. Un altro segno venne dal lavoro di volontario che avevo iniziato in un ricovero dove assistevo i moribondi, e rimasi colpito nello scoprire che questa era la cosa che più mi soddisfaceva nella settimana. Era terribile sotto molti aspetti, faticoso e duro, ma prendeva tutto di me, la mente, il cuore. A volte la sola cosa possibile era sedersi vicino a qualcuno che stava morendo e tenergli la mano. Decisi allora che questo era quello che volevo fare, in un modo un po’ più pastorale. Una delle cose cui sono più interessato è cercare di aiutare chi si trova tra i dubbi e nella crisi di fede in cui mi sono trovato io.

Può descriverci la sua esperienza alla Facoltà di Teologia e quali autori la hanno più influenzata?

Come studente di teologia, gli autori che hanno avuto su di me il maggiore impatto sono stati san Tommaso e, forse ancor prima, Sant’Agostino. E poi Platone, per quanto sia strano citarlo tra i teologi cristiani, ma credo che Platone sia una delle vie con cui Dio ha preparato il pensiero occidentale alla verità cristiana.