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L’INTERVISTA/ Davison (anglicano): l’incontro coi cattolici ha salvato la mia fede

Pubblicazione:martedì 23 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 agosto 2011, 0.03

Università di Cambridge (immagine d'archivio) Università di Cambridge (immagine d'archivio)

«La cosa da fare è considerare la nostra inadeguatezza nell’afferrare la Verità e la Divinità come una dimostrazione della grandezza di questa Verità, non di una sua debolezza. Questa è stata una delle svolte decisive nella mia vita». Andrew Davison, teologo anglicano docente a Cambridge, parla in questa intervista a ilsussidiario.net del suo particolare percorso di fede.

Andrew Davison, per certi versi, la sua carriera accademica risulta un po’ sorprendente, dato che lei ha studiato chimica e poi è diventato un teologo. Può spiegarci le motivazioni alla base di questo percorso? Non le piaceva più la chimica?

Tutt’altro, mi piaceva moltissimo, fin da bambino. A scuola ero tra i più bravi nelle materie scientifiche e quindi all’università mi iscrissi a scienze, laurea in chimica e poi un dottorato in biochimica. Mi sembrava di poter diventare un bravo scienziato senza per questo rinunciare a prendere sul serio la mia fede cristiana. All’università, invece, sopraggiunse una grave crisi di fede. Qualche anno prima avevo lasciato la Chiesa anglicana per entrare in una Chiesa carismatica indipendente, una Chiesa pentecostale. Per molti versi è stata una buona cosa. Ho letto tutta la Bibbia, che ora conosco molto bene, e ciò mi è stato utile, ma sono entrato  in università convinto che il mondo fosse stato fatto seimila anni fa in sei giorni. Dopo qualche settimana a Oxford, mi sono reso conto che ciò non era vero e, cosa peggiore, che i cristiani che avevano cercato di sostenere questa interpretazione della Bibbia avevano usato un pessimo metodo scientifico, al limite della disonestà. Questo mi causò una grave crisi di fiducia. La mia fede era interamente fondata sulla Bibbia, la Bibbia che non richiedeva alcuna interpretazione, in cui tutto era chiaro. Ma se i primi due capitoli della Genesi non erano letteralmente veri, come potevo fidarmi del resto della Bibbia? Mi vergognavo troppo di questa crisi per parlarne con qualcuno, perciò mi impegnai in attività missionarie, gruppi di preghiera e così via, nel tentativo di mantenere la fede con la forza di volontà. Avrei finito per abbandonare tutto, se nel frattempo non fossi diventato amico di alcuni cattolici.


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