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L’INTERVISTA/ Davison (anglicano): l’incontro coi cattolici ha salvato la mia fede

Pubblicazione:martedì 23 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 agosto 2011, 0.03

Università di Cambridge (immagine d'archivio) Università di Cambridge (immagine d'archivio)

Chiaramente lo studio della Bibbia accompagna tutto questo percorso, e vorrei sottolineare che il dato più importante del suo studio storico critico è che non si può avere Bibbia senza Chiesa. Il tentativo ottocentesco, di ispirazione protestante, di ricerca del Gesù storico, lasciando da parte non solo la tradizione, ma anche la Bibbia, per giungere alla persona storica è stato ben definito da Albert Schweitzer un pozzo, e se si guarda in un pozzo la faccia che si vede riflessa è la propria. Un progetto illuminista, come quello di Jefferson negli Stati Uniti, che produsse una Bibbia da cui erano stati tagliati tutti i passi ritenuti non autentici. Il risultato: un libro che sembra tale e quale a Jefferson. Si può anche pensare che la scrittura dei Vangeli sia un lavoro di interpretazione, ma io mi fido di più di Matteo, Marco, Luca e Giovanni che di questi studiosi tedeschi dell’Ottocento. Pur non definendomi un loro seguace, altri autori per me importanti sono stati per esempio Karl Barth e von Balthasar. A Cambridge ho conosciuto il lavoro di John Milbank, che ritengo uno dei più interessanti teologi contemporanei.

È vero che lei è stato particolarmente colpito dal Rischio Educativo di Don Giussani e dall’importanza da lui data all’educazione?

Ho imparato molto da questo libro, che penso contenga un messaggio veramente importante, ma  anche un invito a un cambiamento talmente radicale nel modo di fare le cose, che ancora non ho osato seguire completamente. Non posso di certo affermare di insegnare secondo il Rischio Educativo, ma vorrei tentare. La prima cosa in cui mi sono imbattuto è una citazione di Stanley Hauerwas, il teologo americano che, da protestante, denuncia il rischio protestante di esaltare le idee piuttosto che la prassi, e che citava il Rischio Educativo. Se la nostra fede rimane al livello delle idee non potrà resistere all’assalto della cultura non cristiana, ma se la nostra fede è diventata una pratica concreta, allora avremo qualcosa che ci terrà saldi. Stavo scrivendo anch’io su questi temi, ma non avevo mai visto nessuno trattarli in modo così chiaro e con tale sicurezza come Giussani.


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