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Esteri

L’INTERVISTA/ Davison (anglicano): l’incontro coi cattolici ha salvato la mia fede

Università di Cambridge (immagine d'archivio)Università di Cambridge (immagine d'archivio)

È la vita di comunità della Chiesa che appare vera, non astratta. Da un lato, questa comunità si occupa di chi sta morendo, assiste gli ammalati , costruisce ospedali, si oppone alle guerre, sta dalla parte dei non nati, dall’altro, la sensazione è che si tratti di qualcosa di più che un’attività. È l’abbandonarsi a quell’Uno in nome del quale uno agisce. Ci sono quindi due dimensioni, i due lati dell’escatologia, che ci impone di costruire il regno di Dio, mentre allo stesso tempo ci dice che gli uomini non possono costruirlo. In questo io ritrovo certezza. Qualche settimana fa, ho avuto una bella conversazione con uno studente con un retroterra fortemente protestante, che mi ha detto di trovare tutto molto più complicato di quanto pensava. La Bibbia era più complicata, la fede e l’etica erano più complicate. Come impedire che questo distruggesse la certezza? Gli ho risposto che è proprio perché la Verità è così grande e Dio così infinito che sentiamo i nostri argomenti e le nostre spiegazioni incapaci di contenerli. La cosa da fare è considerare la nostra inadeguatezza nell’afferrare la Verità e la Divinità come una dimostrazione della grandezza di questa Verità, non di una sua debolezza. Questa è stata una delle svolte decisive nella mia vita.


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