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AMBURGO/ Scoperta camera delle torture nell’appartamento di un trentenne

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 agosto 2011, 19.22

Natascha Kampusch (Foto Ansa) Natascha Kampusch (Foto Ansa)

AMBURGO: CAMERA DELLE TORTURE NELL’APPARTAMENTO, ARRESTATO UN TRENTENNE - Thomas Fisher, 30 anni, è stato arrestato ad Amburgo, in Germania, dopo che una donna, fuggita dal suo appartamento, ha lanciato l’allarme. Nella casa dell’uomo la polizia, dopo aver fatto evacuare trecento persone, ha rinvenuto armi, bombe pronte ad esplodere, bisturi e siringhe. Sembra che Fisher si fosse invaghito della vittima dopo averla conosciuta recentemente attraverso amici comuni e che, dopo averla perseguitata e rapita, la abbia portata nel proprio appartamento. Le intenzioni dell’uomo, descritto come “un sadico”, erano da brividi: da quanto racconta il Daily Mail, Fisher avrebbe voluto tenere la donna di 26 anni prigioniera per diversi mesi, forse metterla incinta, per poi farla finita facendo esplodere le bombe collegate con un timer all’interno di una cabina telefonica insonorizzata che le autorità hanno rimosso dall’appartamento di 88 metri quadri: “L'intero bilocale è stato studiato come una camera di tortura. Un grande e vecchio chiosco del telefono è stato insonorizzato per le vittime”, ha fatto sapere un portavoce. Una vera e propria camera delle torture, quindi,  in cui è stato rinvenuto un intero arsenale: otto ordigni costruiti con il fertilizzante e altri oggetti rimediati sul web, una granata e una pistola automatica. Sembra anche che Fisher facesse pratica su alcuni manichini, accanendosi con bisturi e aghi. Rinchiusa la giovane donna, l’uomo ha però dimenticato di chiudere a chiave la porta della cella in cui la teneva prigioniera e lei, ancora ammanettata, ha approfittato della situazione per fuggire: si è lanciata dal balcone dell’appartamento che si trova al piano terra, nonostante il filo spinato che Fisher aveva precedentemente posizionato, per poi dare l’allarme e far arrestare il trentenne. Thomas Fisher viene descritto dai vicini di casa come un tipo solitario ma tranquillo, che aveva addirittura aiutato il vicinato durante la raccolta postale e a portare diversi generi alimentari agli inquilini più anziani del quartiere in cui viveva. Dopo l’arresto, l’uomo non ha detto una parola.


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