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Esteri

LIBIA/ Camille Eid: ecco cosa cambierà dopo la caduta del regime di Gheddafi

La testa mozzata della statua di Gheddafi (Ansa)La testa mozzata della statua di Gheddafi (Ansa)

Camille Eid analizza poi i rapporti tra Libia e Iran, ed è convinto che non ci sia “un gran miglioramento. La Libia è accusata di aver sequestrato e fatto sparire un importante Imam sciita come Moussa al-Sadr che si era recato in visita nel Paese. L’Iran non può solidarizzare con Gheddafi, che a parole diceva di essere nel fronte della opposizione a una pace con Israele, ma si trattava in realtà solo di tattiche strategiche. Non vedo quindi una sintonia tra il mondo sciita iraniano con la Libia e c’è comunque un’ambiguità in questa duplicità, perché l’Iran ha appoggiato tutte le rivoluzioni nel mondo arabo tranne che in Siria. Questo denota una duplicità nella classificazione di queste rivolte». Commentiamo poi con Camille Eid le conseguenze della Rivoluzione Islamica del 1979: «Tutto il mondo islamico e arabo avevano osannato la caduta dello Scià perché era un amico dichiarato di Israele, aveva una politica espansionistica e un’egemonia nel Golfo Persico, ma non si pensava poi di arrivare al deterioramento di questo mondo. Poi con la guerra in Iraq il mondo arabo si è spaccato in due fronti, perché a fianco dell’Iran si era schierata a spada tratta la Siria, più per inimicizia verso Baghdad che per amore verso Teheran. Anche Libia e Iran hanno avuto alti e bassi, ma in generale non c’è questo grande amore, proprio per il caso dell’Imam scomparso, e proprio per domani è stata convocata una manifestazione per commemorare il 33esimo anniversario. Il Libano, nonostante l’egemonia siriana, ha riconosciuto il Consiglio Transitorio libico, e il presidente del Parlamento, lo sciita Nabih Berri ha chiesto ai nuovi dirigenti libici di chiarire il caso dell’Imam scomparso insieme agli altri due compagni. Questo è stato un punto nero che ha proprio creato caos nei rapporti tra sciiti e Libia, e chiaramente l’Iran non può ignorarlo. Ci sono dei legami ma presumo che da qui a poco tempo l’Iran dovrà riconoscere il Consiglio Transitorio.

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