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Esteri

LIBIA/ Camille Eid: ecco cosa cambierà dopo la caduta del regime di Gheddafi

CAMILLE EID ci spiega come cambieranno i rapporti tra Libia, Iran e Siria dopo la sempre più vicina caduta del regime di Muammar Gheddafi. Ancora pesa la scomparsa di Moussa al-Sadr nel 1978

La testa mozzata della statua di Gheddafi (Ansa)La testa mozzata della statua di Gheddafi (Ansa)

Come sono oggi e come cambieranno i rapporti tra Iran e Libia dopo la sempre più vicina caduta di Muammar Gheddafi? Negli ultimi trent’anni i rapporti tra i due Paesi sono sempre rimasti in bilico, rovinati principalmente dalla scomparsa del leader sciita di nazionalità libanese Moussa al-Sadr a Tripoli nel 1978 insieme ad altre due persone. Tutti incolparono Gheddafi, che rispose alle accuse sostenendo che al-Sadr era ripartito per l’Italia subito dopo la visita in Libia, ma la questione è tornata a far discutere recentemente, dopo che Abdel Moneim al-Houni, ex ambasciatore libico presso la Lega Araba, ha dichiarato in un’intervista a un quotidiano arabo che al-Sadr sarebbe stato sepolto nel Sud della Libia dopo essere stato ucciso dal regime del Colonnello. Eppure ultimamente i due Paesi avevano instaurato rapporti economici, culturali e commerciali: quattro anni fa erano state gettate le basi per un fondo di investimenti con obiettivo America Latina e Africa dopo aver firmato rapporti bilaterali, mentre i due ministri degli Esteri Manouchehr Mottaki e Musa Kusa si erano incontrati per discutere di progetti riguardanti il settore del gas e del petrolio. Nel 1979, dopo la Rivoluzione Islamica, Gheddafi fu uno dei pochi leader arabi a lasciare la propria ambasciata a Teheran e fu proprio il Colonnello a congratularsi con Ahmadinejad dopo le elezioni del 2009. Nonostante questo, sembra comunque difficile che la nuova Libia, con i ribelli vicinissimi ad abbattere il regime, possa considerare positivamente Teheran che, dopo l’intervento armato occidentale e l’avvicinamento di Gheddafi a Stati Uniti ed Europa, potrebbe ora puntare più che mai al “grande Medio Oriente” senza “l’imperialismo occidentale”. IlSussidiario.net ha chiesto un commento a Camille Eid, giornalista di Avvenire e professore dell’Università Cattolica, con cui cominciamo prima di tutto a parlare della situazione siriana: «I fatti libici avranno un impatto su quanto accade in Siria, anche perché in Libia la vittoria della rivoluzione è arrivata dopo parecchi mesi, a differenza di quanto avvenne in Tunisia e poi in Egitto, dove nel giro di tre, massimo quattro settimane, la rivoluzione era già vittoriosa con l’inizio della fase transitoria. La Siria, dove la rivolta dura da metà marzo, è un esempio libico, anche se non c’è stato l’intervento militare della Nato. I siriani guardano quindi con molta attenzione all’epilogo della rivolta libica per capire come poter poi agire, e la stessa Comunità internazionale ha voluto accelerare la fine dell’intervento in Libia per potersi dedicare alla Siria e alla repressione effettuata dal regime, anche se sappiamo che il crollo del regime siriano non si può paragonare a quello libico, perché avrà altre ripercussioni su quanto avviene in Libano, piuttosto che in Iran o in Palestina».