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TUNISIA/ Jebali: così il mio partito musulmano si opporrà a Sharia e fondamentalisti

Hamadi Jebali (Foto Ansa) Hamadi Jebali (Foto Ansa)

No, tutta la legislazione deve avere come unica fonte il popolo. Tutte le leggi saranno quindi emanate dal Parlamento e nessun altro, chiunque esso sia, potrà imporle ai cittadini. Noi quindi non sceglieremo la Sharia come fonte della legge, né obbligheremo le persone a seguire i precetti islamici. E’ il popolo che decide attraverso il Parlamento, ed è questa la grande differenza.

Lei prima ha detto che al-Nahda è impegnato per la diffusione di principi religiosi. Che cosa intende dire?


Non è nostro compito diffondere l’Islam o fare proselitismo, ciò che ci interessa è diffondere valori condivisi da tutte le confessioni. Le religioni che noi conosciamo sono in realtà un’unica fede, quella cioè che trae la sua origine da Abramo che per i musulmani è il padre dei profeti. Quindi quando al-Nahda parla di religione non si riferisce a una religione specifica, ma ai valori condivisi da tutte quante le religioni.

Può fare un esempio?


Noi crediamo che la crisi che sta avvenendo in queste settimane sia causata anche da una perdita di valori. All’apparenza può sembrare una crisi economica provocata dai deficit di bilancio, ma in realtà è una crisi valoriale ed esistenziale dell’essere umano che ha perso la bussola. Noi quindi siamo intenzionati a lavorare con chi condivide questi valori, e ad affermarli non solo in Tunisia ma in tutta l’area del Mediterraneo, cercando di creare stabilità e di sviluppare tutta l’area sull’unica base solida, quella cioè di una condivisione dei principi.

Ma non c’è il rischio che alle prossime elezioni la Tunisia
finisca in mano ai fondamentalisti?

Questo pericolo non esiste. L’appartenenza culturale islamica sarà una calamita, un tetto che unirà i tunisini e non li dividerà. Noi non abbiamo intenzione di spaccare il nostro popolo tra musulmani e non, tra chi ha la fede e chi non ce l’ha. Su questo c’è accordo all’interno della popolazione, e anche il nostro partito ha alle spalle un’appartenenza culturale chiara. Vogliamo costruire il Paese a partire dalla libertà, dalla giustizia e dai valori umani condivisi.

La Tunisia non ha una tradizione di democrazia. Come fa a prevedere che cosa accadrà alle elezioni?