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Esteri

TUNISIA/ Jebali: così il mio partito musulmano si opporrà a Sharia e fondamentalisti

Hamadi Jebali (Foto Ansa)Hamadi Jebali (Foto Ansa)

In primo luogo, il popolo tunisino ha una grande cultura civile alle spalle. La prima Costituzione in Tunisia risale all’800, ed è forse la prima di tutta l’Africa. Ciò che ha impedito l’affermarsi della democrazia in Tunisia non è stata l’arretratezza culturale della popolazione, bensì la dittatura. Di certo però avremo bisogno di un periodo per abituarci alla democrazia. Quindi ci sarà una fase di transizione, per evitare che il cambio di sistema sia troppo brusco.

Al-Nahda è il partito meglio strutturato in Tunisia. Ritiene che potrà guidare la transizione?


Al-Nahda ha un grandissimo seguito popolare, ma i tunisini non vogliono più accettare che il Paese sia guidato da un solo partito, nemmeno se è il nostro. E’ il messaggio dalla rivoluzione dei gelsomini e dovremo tenerne conto. Ci impegneremo quindi affinché il prossimo governo sia di unità nazionale, perché per risolvere i problemi della Tunisia devono essere coinvolti tutti i partiti.

Dopo la caduta di Ben Alì, in Tunisia sono stati formati ben due esecutivi ma nessuno è riuscito a governare. Per quale motivo?


Dopo la rivoluzione il Paese vuole il cambiamento, ma le richieste del popolo non sono state soddisfatte né dal primo né dal secondo governo di Mohamed Ghannouchi. Quest’ultimo del resto rappresentava una continuità con il regime di Ben Alì, del quale era stato primo ministro per 11 anni. Il popolo quindi vedeva in Ghannouchi il proseguimento del regime precedente.

(Pietro Vernizzi)

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