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Esteri

LIBIA/ Jean: le due armi dell'Europa per uscire dal "deserto" libico

Il punto sulla situazione libica (Foto Ansa)Il punto sulla situazione libica (Foto Ansa)

Fanno sì che la situazione non sia così tragica e tra pochi giorni, quando si riunirà a Parigi il Consiglio “Amici della Libia”, vedremo gli ulteriori sviluppi. Gheddafi continuerà comunque ad avere il supporto di stati come l’Uganda, il Niger, una parte del Ciad e il Mali, che hanno ricevuto da lui parecchio denaro. La frammentazione della Libia in tribù spiega anche l’accanimento con cui il regime lealista di Gheddafi continua a combattere, per esempio a Sirte o a Saba.

Come cambia ora la posizione di Francia e Italia?

Francia e Italia hanno un grande interesse congiunto, cioè quello di rendere stabile la situazione in Libia, comunque vadano le cose. Se dovesse diventare instabile, la Libia rischia di diventare innanzitutto un rifugio di terroristi, e il caos che si creerebbe sarebbe facilitato dalla mancanza di unità tra gli europei.

Come crede che sarà la nuova Libia?

Spero che la situazione si stabilizzi, e che il Consiglio nazionale transitorio riesca a prenderne il controllo, e in particolare che riesca a disarmare le milizie più radicali che, se continuassero ad esistere, anche quelle più secolari espressione della società civile, non si fermerebbero, creando così una situazione di guerra civile diffusa.

 

(Claudio Perlini)

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