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ATTACCO LIBIA/ L'esperto: "Le forze di Gheddafi non hanno nè le forze nè i mezzi per colpirci"

GREGORIO GIUNGI, analista politico-militare, commenta l'attacco contro la nave della Marina militare "Bersagliere", da poco rivendicato dal portavoce del governo libico Mussa Ibrahim

Immagine d'archivio (Foto Ansa) Immagine d'archivio (Foto Ansa)

«Non è una cosa nuova che la Libia di Gheddafi o se si preferisce i lealisti di Tripoli considerino adesso l’Italia un nemico e il nostro presidente del Consiglio un traditore, anche a livello personale. Gheddafi ha sicuramente vissuto quanto è accaduto come un fallo personale fatto da un amico che lo ha tradito, quindi non mi stupisco di quanto accaduto perché era una cosa che potevamo aspettarci, anzi, mi ero quasi meravigliato che fino a ora non fosse successo niente (anche se potrebbe già essere accaduto qualcos’altro di cui noi non siamo venuti a conoscenza)». Gregorio Giungi, analista politico-militare e collaboratore di Equilibri.net, commenta nell’intervista a IlSussidiario.net l’attacco all’unità navale italiana da poco rivendicato dal portavoce del governo libico Mussa Ibrahim, in cui un missile, diretto verso la nave della Marina militare “Bersagliere” è caduto in mare distante dall’obiettivo.  

Dott. Giungi, possiamo aspettarci altri attacchi?  

Non si può escludere che tentino qualcos’altro, ma si tratta solo di supposizioni. Comunque non sarebbe strano. Bisogna però ricordare che le armi offensive come i razzi hanno bisogno, se non di una manutenzione, almeno di una corretta custodia e anche gli ordigni, specialmente quelli esplosivi, hanno una durata, una vita tecnica, e quindi anche una scadenza.

Può spiegarsi meglio?

Ordigni come i razzi, nel corso degli anni, perdono potenza e, soprattutto, possono vedere diminuita la loro gittata efficace e la loro precisione. Quando arrivano al livello più basso di precisione ed efficacia, diventanto decisamente poco pericolosi. Ricordo anche che in Afghanistan ci sono stati dei razzi che, pur esplodendo a breve distanza, non hanno nemmeno offeso in modo particolare dei caseggiati addiruttura fatti di calce. Insomma, in conclusione, il clamoroso errore di tiro potrebbe dipendere da ordigni vecchi e vecchi e custoditi in modo non corretto.