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IL CASO/ 1. Chi ricostruirà sulle macerie di Zapatero?

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José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Ansa)  José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Ansa)

Il periodo da qui a novembre sarà per lui una corsa contro il tempo. In soli quattro mesi Rubalcaba dovrà riuscire a crearsi una nuova immagine svincolandosi da Zapatero e a lenire una sconfitta che sembra inevitabile cercando di rubare la maggioranza assoluta ai Popolari.

Mariano Rajoy, candidato popolare, ha anch’egli un lungo percorso politico. Ministro con Aznar, è stato lui a mettere la faccia nell’impegnativa opposizione negli anni di Zapatero. Nonostante l’accusa di mancanza di carisma politico, è riuscito a dispetto delle due sconfitte nelle elezioni politiche (2004 e 2008) a consolidarsi come leader dei Popolari, grazie anche alla vittoria nelle amministrative nel maggio scorso.

I prossimi mesi fino alle elezioni saranno, prevedibilmente, di duro confronto politico. Nonostante Rubalcaba abbia dichiarato di volere una campagna senza confronto, né scontri all’arma bianca, non è difficile ipotizzare che il candidato socialista cerchi di indirizzare il malcontento degli indignados contro il Pp, tentando di identificare i popolari con “i banchieri e i mercati”, esonerando così il suo partito da ogni responsabilità.

Il vincitore di queste elezioni si troverà una Spagna in difficoltà: seriamente provata a livello economico e non meno stanca e divisa a livello sociale. Per affrontare il danno economico bisognerà abbandonare le posizioni ideologiche e accettare di stringere la cinghia intraprendendo finalmente una riforma del mercato del lavoro, incoraggiando l’iniziativa imprenditoriale e cercando di ridare fiducia ai mercati mediante un piano di riduzione del deficit pubblico. Difficile ma possibile per un governo che non sia schiavo degli schemi del socialismo sorridente.

Più faticoso sarà, invece, sanare le ferite provocate da otto anni di scontro sociale, promosso e aizzato dal governo Zapatero. Due legislature in cui si sono riaperte le ferite della Guerra civile spagnola che erano state chiuse dalla volontà di perdono degli spagnoli trent’anni fa; in cui si è fatta della Spagna la nave ammiraglia della “dittatura dei desideri” con la legalizzazione dell’aborto e del matrimonio omosessuale; in cui si è voluta comprare la pace nei Paesi Baschi al prezzo di legalizzare Bildu, il braccio politico dei terroristi; in cui i voti della Spagna nelle classifiche internazionali in materia di educazione sono discesi fino a livelli allarmanti…

Da parte di chi assumerà il potere ci vorrà un cambiamento politico che affronti la crisi economica, ma ci vorranno anche, e soprattutto, politiche meno ideologiche e stataliste che permettano di educare chi ha ancora il desiderio di farlo e valorizzino le realtà - imprese e opere sociali - che hanno ancora voglia e intelligenza di costruire.



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COMMENTI
05/08/2011 - Le macerie di Zapatero (celestino ferraro)

Quale che sia il partito politico che conquista il potere, la spinta è sempre demagogica e il leader di turno sperimenta il suo carisma illudendosi di poter piegare la realtà dei fatti così come ha piegato il consenso popolare che lo ha eletto al potere. Per essere eletti bastano le chicchiere, ben confezionate, e il gioco è fatto. I fatti no, non possono essere piegati con le chiacchiere, i fatti si piegano solo ai fatti e quando questi son fumosi e inconsistenti, al diradarsi dei fumi emergono le rovine. Così è stato per Zapatero, fruitore dissennato di una seminata che non fu la sua, il cui raccolto si è esaurito sperperato dall'impreviggenza e dalla sicumera del Fazendero. CF