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MUBARAK/ El-Erian (Fratelli musulmani): non vogliamo un processo alla Saddam

"Il processo a Mubarak sarà completamente diverso da quello a Saddam Hussein: non vogliamo vendetta, ma giustizia". Lo afferma Essam El-Erian, vicepresidente del Partito Libertà e Giustizia

Mubarak in cella per il processo Mubarak in cella per il processo

«Il processo a Mubarak sarà un esempio per tutti quelli che verranno dopo di lui: o i nostri governanti accetteranno il contraddittorio politico, o dovranno affrontare il tribunale militare». Ad affermarlo è Essam El-Erian, vicepresidente del Partito Libertà e Giustizia, l’organo politico dei Fratelli musulmani, intervistato in esclusiva da Ilsussidiario.net. El-Erian, che è stato fatto arrestare da Mubarak per ben due volte, nel 1995 e all'inizio di quest'anno, e che ha trascorso cinque anni ai lavori forzati, rivela però: «Vogliamo giustizia, non vendetta, e cambieremo le leggi per consentire a Hosni Mubarak, che è già assistito dai migliori avvocati egiziani, di difendersi come si conviene in uno Stato di diritto. Il suo non passerà alla storia come un processo sul modello di quello a Saddam Hussein». Mentre sul ruolo dell’esercito nel futuro democratico dell’Egitto, il politico dei Fratelli musulmani sottolinea di essere contrario a un ruolo di garanzia «come è avvenuto in Turchia negli ultimi 70 anni, dove di fatto chi comandava erano i militari. Adesso anche Ankara ha ridimensionato molto la funzione politica dei generali, e ritengo che sia stato un bene».

El-Erian, qual è il significato del processo a Mubarak per il popolo egiziano?

I cittadini egiziani oggi stanno cercando di costruire un nuovo Egitto moderno, e uno dei loro criteri più importanti è quello realizzare uno Stato di diritto. Abbiamo atteso con impazienza il processo a Mubarak, del quale ora siamo testimoni, perché è un momento molto importante per il nostro futuro. Il significato che ha per noi è quello di garantire uno Stato di diritto, un Egitto indipendente, un sistema giudiziario senza condizionamenti, oltre a rappresentare un messaggio per tutti i successori dell’ex presidente, che governeranno in futuro. Tutti i politici devono cioè comprendere che stanno camminando in uno Stato di diritto. Devono quindi accettare il contraddittorio e la responsabilità politica per il loro operato, se non vogliono essere sottoposti a un processo di fronte a un tribunale militare.

La caduta di Mubarak ha distrutto anche il suo sistema di potere?