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Esteri

LIBIA/ Quell’alleato imprevisto che tiene ancora in sella Gheddafi

Ribelli libici che esultano (Foto Ansa)Ribelli libici che esultano (Foto Ansa)

In ogni caso, una tale azione lascia aperto il dubbio che il modus agendi stabilito dai vertici del Governo provvisorio (sostenuto anche dalle potenze alleate) e quello del loro “braccio armato” non sempre sia lo stesso. Questa discrasia non è di poco conto se si pensa che per ora il Governo transitorio si regge essenzialmente su una struttura poco organizzata istituzionalmente e dunque senza garanzie “legali” ma piuttosto sull’accordo tra i leader e i ribelli stessi, figure spesso ambigue e di diversa provenienza e estrazione. In più i rivoltosi sono divisi e frazionati e con un ogni probabilità la tribù di Younes ora chiederà giustizia agitando lo spettro di possibili e sanguinose vendette interne. Tutto ciò indebolirebbe ancora di più i ribelli che, al momento, sono il solo esercito di cui la Nato dispone sul campo. Ma davanti a un nemico che continua a dimostrarsi forte e temibile, non solo per i libici, ma anche per l’Occidente, un esercito diviso, poco strutturato e incapace di coordinarsi con i propri vertici è il peggiore dei mali.

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COMMENTI
11/08/2011 - La guerra (luisella martin)

Nei 150 anni di storia della nostra bella patria, fino al 1945 o giù di lì, c'é stato un Ministero della Guerra. Conquistata l'indipendenza dallo straniero con le armi, l'Italia avrebbe potuto sotterrare l'ascia e mettere delle ginestre nella bocca dei cannoni,abbellendo le meravigliose coste con ristoranti "La bella Italia". Il popolo ne sarebbe stato contento per le belle opportunità di lavoro date agli artigiani ed agli artisti. Così non é stato e nemmeno due guerre mondiali son servite a capire il grande inganno che é stato fatto alla gente semplice dai politici di allora: la guerra non serve a nessuno, serve solo a nascondere le malefatte dei potenti! Ora che abbiamo scritto nella Costituzione che l'Italia ripudia la guerra chiamiamo "missione di pace" le bombe!