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Esteri

LIBIA/ Berlusconi: aiuteremo il nuovo Paese. Gheddafi: non siamo donne, non ci arrendiamo

Gheddafi  in un messaggio, incita i fedeli a continuare a combattere, seminando il discredito tra le truppe dei ribelli. Intanto Berlusconi annuncia l'impegno per il futuro del Paese

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Il Colonnello in un nuovo messaggio, incita i fedeli a continuare a combattere, seminando il discredito tra le truppe dei ribelli.

Berlusconi avrebbe riferito che il governo italiano farà tutto ciò che è necessario, e tutto ciò che è in suo potere fare, per aiutare la nuova Libia. Poi, stando a quanto hanno rivelato fonti presenti al vertice ristretto sulla situazione del paese nordafricano, avrebbe rimarcato quanto già fatto, come la consegna di cibo e medicinali. «Dobbiamo continuare – avrebbe detto il premier - nel supporto a difesa della popolazione civile finché il territorio non sarà stato liberato». Il governo, ha ricordato Berlusconi, ha ottenuto lo scongelamento di beni per 500 milioni di euro libici da destinare al Consiglio nazionale di Transizione, e si sarebbe adoperato, con l’Onu, per scongelarne 2,5 miliardi; tra le altre richieste, la riapertura di Greenstream, il gasdotto che fornisce gas a tutta all'Europa. E, mentre le Nazioni unite, preoccupate per l’eventuale violazione dei diritti umani da parte dei ribelli, chiedono il rispetto del diritto internazionale, la Russia ha riconosciuto il Cnt, mentre l’Algeria ha aperto sull’ipotesi, laddove dovessi instaurarsi un governo rappresentativo di tutte le Regioni. Negli scorsi giorni, era circolata la voce secondo la quale il rais e la sua famiglia avessero trovato rifugio proprio nel Paese, voce smentita dal ministro degli esteri algerino, Mourad Medelc sull’emittente radiofonica francese, Europe 1: «La Libia non ha mai pensato di accogliere Muammar Gheddafi». Intanto il Consiglio della Ue ha rimosso le sanzioni che impedivano a 28 società libiche i potere operare. Si tratta di sei porti, e di svariate banche e società. Gheddafi, dal canto suo, è tutt’altro che sul punto di darsi per sconfitto. In un lungo discorso trasmesso dal canale Al Rai e da Al Arabiya, ha fatto sapere che non ha nessuna intenzione di arrendersi. «Non ci arrenderemo mai, non siamo donne», ha detto. Poi, ha aggiunto: «Le tribù di Bani Walid e Sirte sono armate ed è impossibile assoggettarle». Il Colonnello ha anche sottolineato le divisioni all’interno dei ribelli e delle tribù che costituiscono il Cnt, accusandoli di arruolare mercenari. «Continuate a combattere – ha, poi, esortato -, anche se non sentite la mia voce».