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11 SETTEMBRE/ Jean: i terroristi possono ancora colpire. Ma i nostri servizi glielo impediranno

Pubblicazione:domenica 11 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 12 settembre 2011, 0.12

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Anche se, su quest’ultimo strumento, allo stato attuale, vige una sorta di incertezza. «Prima delle primavere arabe, il quadro – entro certi limiti – era tenuto molto più sotto controllo. C’era infatti una forte collaborazione tra i nostri servizi e quelli dei Paesi arabi. Ora bisogna attendere che gli eventi si stabilizzino per capire come si svilupperanno i rapporti reciproci. Laddove si verificasse un’evoluzione democratica, la collaborazione si potrebbe rafforzare». La cooperazione è per noi fondamentale: «solo i paesi arabi sono in grado, infatti, di infiltrare, tra le fila dei terroristi, personale che svolga un servizio informativo». In attesa che lo scenario si definisca, l’allerta potrebbe lievemente salire. Anche se, attualmente, siamo a livelli relativamente tranquilli». Salvo l’insorgere, col trascorrere degli anni, di un problema non da poco: «la popolazione islamica è aumentata esponenzialmente e con le istituzioni che le rappresentano non c’è una collaborazione completa». In ogni caso, siamo piuttosto navigati: «abbiamo dovuto fronteggiare le Brigate rosse e il terrorismo arabo-palestinese. I nostri servizi sono estremamente affinati al riguardo». Oggi, crollate le grandi strutture del terrorismo internazionale, chi vuol fare un attentato si trova sovente i difficoltà. «I terroristi “fai da te” – continua Jean – non trovano nessuno che li possa addestrare. E, dalla pianificazione di un attacco al momento dell’attacco stesso, compiono una serie di errori e ingenuità che consento alle nostre forze dell’ordine di fermarlo prima che porti a termine i suoi piani».

 

(Paolo Nessi)



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