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INCIDENTE NUCLEARE IN FRANCIA/ Giuliacci: il vento soffia verso l'Italia, se ci fosse una fuga ci sarebbero dei rischi

Pubblicazione:lunedì 12 settembre 2011

La sala di controllo del reattore numero 2 di Fukushima (Foto Ansa) La sala di controllo del reattore numero 2 di Fukushima (Foto Ansa)

Andrea Giuliacci spiega poi che “in questi casi, cioè quando del materiale radioattivo viene immesso nell’atmosfera, non c’è molto da fare per difendersi, soprattutto contro le correnti atmosferiche. I consigli, come anche dopo Cernobyl, sono sempre gli stessi: evitare di mangiare verdura fresca perché potrebbe essere in parte contaminata e cercare di esporsi il meno possibile. La buona notizia è che in questi giorni non pioverà: quando l’aria è inquinata per lo smog la pioggia è un toccasana perché ripulisce l’atmosfera, ma l’inquinamento è un qualcosa che ristagna sulle nostre città. In questo caso si tratta invece di polveri che passeranno sulle nostre Regioni e, se non dovesse piovere, continueranno il loro viaggio e probabilmente si poseranno solo in parte sul nostro suolo. Se invece dovesse piovere, grandi quantità di polveri radioattive andrebbero a cadere laddove cade la pioggia, che trascina con sé a terra anche il pulviscolo, portando quindi maggiori rischi”.

Tuttavia, Silvio Bosetti, Direttore generale della Fondazione Energy Lab, rassicura sulla situazione, spiegando a ilSussidiario.net che «anzitutto, l’agenzia per la Sicurezza Nucleare Francese, tempestivamente e in maniera chiara, ha fatto sapere che non ci sono fughe radioattive. Questo elemento va assolutamente sottolineato. Non siamo, infatti, di fronte ad un caso analogo a quello giapponese, dove la fonte principale di informazioni, all’inizio del disastro di Fukushima, fu la Temco, la medesima azienda che gestiva l’impianto dove avvenne l'incidente. Qui siamo in presenza di un’istituzione estremamente autorevole e attendibile. Si tratta di un organo terzo, preposto dallo Stato alla tutela della salute dei cittadini». Anche la situazione non è lontanamente paragonabile:  «trattandosi di un sito di smaltimento delle scorie - continua Bosetti -, non siamo in presenza di combustione in atto o elevate temperature. La diffusione di radioattività nell’aria avviene quando il vapore acqueo sprigionato da un liquido entrato in contatto con le barre si mescola all’aria, e viene trasportato dalla correnti atmosferiche.  Date le premesse, questo non piò accadere». 

 

 

 

 

(Claudio Perlini)




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