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ISLAM/ Abbruzzese: Francia, dietro alle richieste religiose c'è una guerra politica

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Musulmani leggono il corano  Musulmani leggono il corano

Gi islamici in Europa ci sono da più di cinquant'anni, ma solo negli ultimi cinque o sei anni si è assistito a tali ostentazioni e a un tentativo di affermazione del genere: preghiere sui marciapiedi, richieste di moschee e quant'altro. Perché solo adesso si pone il problema della preghiera pubblica?

Tra l'altro sono dati conosciuti che in una città come Milano la percentuale degli islamici che si reca alla preghiera del venerdì è bassissima, sono una piccola minoranza rispetto alla comunità araba che vive in città.

Infatti. E' chiaro che c'è una strategia conflittuale che viene portata avanti. La religione islamica è abbastanza silenziosa nei propri Paesi di origine, ma avvalendosi delle libertà laiche di espressione che non esistono nei paesi islamici ma esistono in occidente se ne approfitta per invadere gli spazi pubblici di espressione, facendo finta di non capire come tutto questo funzioni in termini puramente oppositivi, di conflitto. Il fatto poi che quelli che pregano siano pochi, li farà diventare gli unici islamici visibili.

Cosa ne pensa del tentativo di apertura della Giunta Pisapia a Milano, che ha fatto e sta facendo della costruzione delle moschee uno dei cavalli di battaglia della propria azione?

Io penso che prima di costruire le moschee si deve fare un dialogo culturale e un dialogo religioso: bisogna presentarsi e conoscersi. Una volta fatto questo e verificato che esista un percorso di avvicinamento sostanziale allora si può porre il problema delle moschee. Non si può bypassare facendo finta di non capire che stiamo parlando di religioni e non di filosofie di vita. Le religioni sono qualcosa di ben più potente di un pensiero sull'essere.

Questo percorso come verrebbe strutturato?


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